Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Pressioni indebite, il sindaco Colli sulla graticola per il caso Fabbiani

Intercettato, chiede anticipazioni sull’inchiesta a Caggiati. Lui risponde: «Nulla da nascondere, rapporti corretti con gli indagati»

MONTECCHIO EMILIA  Paolo Colli, mentre non sapeva di essere intercettato, ha chiesto alla comandante della polizia municipale Cristina Caggiati di «acquisire indebitamente informazioni» relative all’inchiesta della procura sul comando dei vigili dell’Unione della Val d’Enza. Una pressione che travalica il suo mandato, quello di sindaco di Montecchio e di presidente dell’Unione. Enti, peraltro, che pur essendo i datori di lavori di vigili, non avrebbero mai avvertito – parola poi di Colli – n ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

MONTECCHIO EMILIA  Paolo Colli, mentre non sapeva di essere intercettato, ha chiesto alla comandante della polizia municipale Cristina Caggiati di «acquisire indebitamente informazioni» relative all’inchiesta della procura sul comando dei vigili dell’Unione della Val d’Enza. Una pressione che travalica il suo mandato, quello di sindaco di Montecchio e di presidente dell’Unione. Enti, peraltro, che pur essendo i datori di lavori di vigili, non avrebbero mai avvertito – parola poi di Colli – né gli illeciti messi in atto dal vice comandante Tito Fabbiani (accusato di concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello Stato), né il malcontento dilagante nel corpo della Municipale, che ha aggiunto il reato di mobbing.

FARO SUI RAPPORTI  l sindaco di Montecchio è finito sulla graticola – più politica che giudiziaria – per i suoi rapporti con Fabbiani, vice comandante dalla polizia municipale agli arresti domiciliari perché accusato di aver usato il comando come fosse casa sua, di essersi fatto comprare un’auto lussuosa dalla comandante Cristina Caggiati (indagata a sua volta e sospesa) usata però privatamente, di aver vissuto in una casa offerta gratuitamente dal titolare di un carroattrezzi e, non ultimo, di aver costretto i colleghi a vessazioni usando il suo ruolo di vice capo, organizzatore dei turni, sindacalista della Cgil e agente ammanicato con politica e territorio.

UNA STORIA DI PAESE  Nelle carte dell’indagine sul sistema di potere, favori e soprusi messo in piedi da Fabbiani, si dipana una storia di paese, quella in questo caso di Montecchio, dove c’è il sindaco che ha rapporti diretti con gli agenti che sono dipendenti dell’Unione, di cui sempre Colli è stato presidente fino ad aprile. C’è, però, di più, perché nella sfilza di accuse che hanno portato all’arresto di Fabbiani, alla sospensione della compagna e collega Annalisa Pallai e alla sospensione poi della comandante Caggiati, si aggiungono molte intercettazioni.

In una di queste – il telefono intercettato è quello di Caggiati – Colli le chiede di contattare un agente delle Municipale presente in procura per avere informazioni sull’inchiesta che da lì a poco scoppierà e ne azzererà i vertici. Non solo: il rapporto con Fabbiani sarebbe stato diretto, cresciuto negli anni e innervato di aderenze sulle quali la procura ha posto in atto accertamenti.

COSCIENZA A POSTO  «Il nostro era solo un rapporto di lavoro», ci dice Colli raggiunto al telefono. Non nomina quasi mai direttamente Fabbiani, ma ribadisce rapporti fisiologici e necessari con il vice comandante e il resto del corpo. «Non sapevo nulla degli illeciti di Fabbiani» ci risponde ancora una volta: «Non so nemmeno di queste citazioni negli atti che mi riguarderebbero. Devo vedere le carte. Il lavoro della magistratura deve essere rispettato ma io chiaramente, come presidente e sindaco di Montecchio, ho rapporti quotidiani con la Municipale. Ma con me si è parlato sempre e solo di lavoro. Sono però i funzionari dell’Unione che si occupano di eventuali problemi dei dipendenti: io non ho mai avuto notizia di illeciti o soprusi. Il corpo raggiungeva gli obiettivi e Fabbiani per anni è stato il vice comandante. Ma il primo interlocutore è la Caggiati. Non ho nulla da nascondere». —