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Minacce a Delmonte nuovo messaggio inguaia Mendicino

L’ennesimo file vocale indicato dal consigliere leghista ma la difesa si oppone perché non è stata fatta la querela: sul punto deciderà il giudice 

Reggio emilia. Il processo davanti al giudice di pace Elisabetta Freddi non è, in pratica, ancora cominciato che già rischia di appesantirsi la posizione del cutrese 43enne Alfonso Mendicino, uno dei tanti detenuti in attesa di giudizio del maxiprocesso Aemilia. Ma in questa vicenda giudiziaria il procedimento antimafia non c’entra, perché Mendicino è accusato di minacce nei confronti di Gabriele Delmonte, consigliere regionale della Lega Nord. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Me ...

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Reggio emilia. Il processo davanti al giudice di pace Elisabetta Freddi non è, in pratica, ancora cominciato che già rischia di appesantirsi la posizione del cutrese 43enne Alfonso Mendicino, uno dei tanti detenuti in attesa di giudizio del maxiprocesso Aemilia. Ma in questa vicenda giudiziaria il procedimento antimafia non c’entra, perché Mendicino è accusato di minacce nei confronti di Gabriele Delmonte, consigliere regionale della Lega Nord. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Mendicino dopo ripetuti video pubblicati sulla sua pagina Facebook in cui si scagliava senza troppi giri di parole contro i reggiani, se l'era presa con il consigliere leghista che aveva fortemente criticato le parole di Mendicino sulla rete e con interventi sui mezzi di informazione. Nel capo d’imputazione vi sono due messaggi vocali datati 15 dicembre 2016 e ritenuti minacciosi dalla Procura.

Ma ora la posizione del 43enne rischia di appesantirsi, in quanto la magistratura inquirente ha formulato una contestazione supplettiva, facendo riferimento ad un altro file audio, stavolta del 10 febbraio 2016. Minacce secondo Delmonte che le ha rese note agli investigatori, oltre a costituirsi parte civile nel processo tramite l’avvocato Nicola Tria. A questa ulteriore accusa si è opposto l’avvocato difensore Mattia Fontanesi: «Manca la condizione di procedibilità – dice il legale – in quanto le minacce sono perseguibili a querela di parte e qui vi sono solo le parole di Delmonte».

L’ultima parola spetta al giudice di pace Freddi che dovrà decidere se integrare o meno il capo d’imputazione.

Nei messaggi vocali oltre all’immancabile linguaggio scurrile, sono presenti i discorsi sui maiali e su cosa fa Mendicino con la carne di maiale: frasi che due anni fa avevano alzato a Reggio un polverone zeppo d’indignazione. —

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