Corda tesa sulla strada: una trappola per moto e ciclisti

La corda tesa in via Modena a San Martino in Rio

San Martino in Rio, l'ostacolo è stato scoperto in via Modena alle due di notte da un vigilante. Il sindaco Paolo Fuccio: «Messa a rischio l’incolumità delle persone»

SAN MARTINO IN RIO. Una corda tesa in mezzo alla strada in via Modena, di 10 millimetri di spessore, legata con doppio giro ai pilastri di ferro della ciclopedonale a mo’ di sbarramento. «Un fatto molto grave: non oso pensare cosa sarebbe potuto accadere se da lì fosse passato un motociclista. Perciò lancio un appello ai cittadini; chi ha notato qualcosa lo segnali, riferendolo in municipio o ai carabinieri, ai quali abbiamo consegnato la corda», si accalora il sindaco di San Martino, Paolo Fuccio.

L’ostacolo è comparso nella notte tra giovedì e venerdì sulla strada comunale (ex provinciale) che è il principale collegamento tra San Martino e Correggio. La strada è affiancata a un percorso ciclopedonale e proprio prima del cartello che sancisce la fine del territorio di San Martino, vicino al ponte Radiofreccia (intitolato così in onore di Luciano Ligabue), mani ignote hanno posizionato la corda assicurandola a pilastri di ferro e impedendo il passaggio sia sulla pista sia sulla carreggiata.

«A fare la scoperta è stata una guardia giurata che, passando da lì ogni mezz’ora, ha notato l’ostacolo alle 2 e l’ha rimosso, proprio mentre sopraggiungeva una macchina», spiega il primo cittadino, che ha ieri ha sporto denuncia contro ignoti in caserma. Saranno i carabinieri ad indagare sull’episodio, che potrebbe sfociare nel penale. Le telecamere in quel punto non sono presenti, mentre sono attive a 250 metri di distanza. Il sindaco Fuccio ha voluto lanciare un messaggio pubblico anzitutto per sottolineare il rischio corso.

«Un grave pericolo per coloro che sopraggiungevano sia in auto che in moto o in bicicletta. È stata messa a repentaglio l’incolumità delle persone. Le conseguenze potevano essere serie». Da qui la scelta di sensibilizzare i cittadini. «Non sappiamo chi possa essere l’autore: se è stata una ragazzata, uno stupido passatempo o l’opera di un adulto – prosegue Fuccio – Ma vorremmo che tutti collaborassero, che se ne parli nelle famiglie: genitori dialogate con i vostri figli, spiegate loro che non devono compiere queste azioni».

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