Alimenti bio fasulli, ditte reggiane nei guai

I carabinieri del Nac hanno sequestrato frutta secca, erbe aromatiche, pasta e alici. Pesanti sanzioni

REGGIO EMILIA. Ha coinvolto anche la nostra città un’operazione, svolta sul territorio nazionale dai carabinieri del Nac (Nucleo antifrode, con sede a Parma), volta a smascherare i prodotti spacciati come biologici senza esserlo.

Sono state 45 le aziende italiane – dal nord all’Aquila, Salerno, Catania e Messina – visitate dai carabinieri nell’ambito del contrasto al falso bio.


Nel complesso sono state sequestrate 15 tonnellate di alimenti con l’etichettatura biologica, tra uova, arance, erbe aromatiche, pasta, pesce e pasta. Contestate sanzioni per 15.500 euro.

A Reggio Emilia sono state tre le aziende agroalimentari che hanno ricevuto la visita del reparto speciale dell’Arma. Nelle due province di Ravenna e Reggio Emilia sono state sequestrate 63 confezioni di frutta secca ed erbe aromatiche dichiarate bio e 22 fra baccalà, pasta, sardine e alici biologiche, riportanti indicazioni difformi dalla realtà. I trasgressori reggiani si sono visti sequestrate la merce incriminata, come prevede la complessa normativa in materia; ora gli agricoltori dovranno far fronte a pesanti sanzioni amministrative. Il reato di truffa, per ora, non viene contestato: infatti questo tipo di sequestri prevede un lungo prosieguo di verifiche, per accertare se il produttore (causa maltempo) ha avuto un calo di prodotti e quindi ha dovuto approvvigionarsi altrove oppure se ha ricevuto fondi europei (in tal caso, sussisterebbe la truffa). Da notare che il marchio bio fasullo non significa che gli alimenti siano dannosi per il consumatore; è il guadagno ad essere, illecitamente, maggiore. (am.p.)