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«Il risultato sarebbe arrivato se avessimo fatto la lista unica»

SAN POLO D’ENZA. «Un buon risultato per la lista, forse c’è un po’ di rammarico per non aver fatto una lista unica contro Palù». Trova aspetti positivi e negativi nei dati elettorali Dino Cagnoli, il...

SAN POLO D’ENZA. «Un buon risultato per la lista, forse c’è un po’ di rammarico per non aver fatto una lista unica contro Palù». Trova aspetti positivi e negativi nei dati elettorali Dino Cagnoli, il 60enne imprenditore a capo della lista civica Cambiamo San Polo, seconda in ordine di preferenze.

«Per la mia lista questa è stata una bella esperienza, ed un bel risultato. Se vogliamo vederla guardando i numeri, unendo i nostri voti a quella della lista di Bronzoni avremmo vinto: forse avremmo ...

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SAN POLO D’ENZA. «Un buon risultato per la lista, forse c’è un po’ di rammarico per non aver fatto una lista unica contro Palù». Trova aspetti positivi e negativi nei dati elettorali Dino Cagnoli, il 60enne imprenditore a capo della lista civica Cambiamo San Polo, seconda in ordine di preferenze.

«Per la mia lista questa è stata una bella esperienza, ed un bel risultato. Se vogliamo vederla guardando i numeri, unendo i nostri voti a quella della lista di Bronzoni avremmo vinto: forse avremmo dovuto lavorare di più in questo senso per presentare una lista unica», commenta. Palù ha ottenuto il 48% abbondante, sommando quelli delle altre due formazioni si arriva circa al 52%. «Adesso il voto è andato, e nulla vieta che non si possa collaborare anche con Palù, con cui ci conosciamo da una vita. L’importante è che si parli con le persone, con la cittadinanza», sottolinea Cagnoli guardando alle precedenti amministrazioni.

«Le decisioni vanno condivise, sino a ieri le decisioni venivano fatte cadere dall’alto, spero che questo atteggiamento non ci sia più».

E, aggiunge, «parlo per il bene del paese, né per il mio né per quello di Palù. Altrimenti rischiamo che tutto il territorio diventi un dormitorio, come è già nella zona della Barcaccia. Vorrei che San Polo tornasse a rivivere e lo facesse con gli occhi dei giovani. Se noi “non giovani” usiamo i nostri occhi, torniamo a vedere cosa era bello un tempo. Invece dobbiamo cercare di capire cosa piace ai giovani». (ad.ar.)