Reggio Emilia, crollo alla stazione Mediopadana: incrinata un’altra lastra di vetro del tetto

Dopo il crollo di una pannello a pochi centimetri dai viaggiatori, chiusi e transennati per precauzione quattro punti a rischio. Rfi lavora per capire le cause

REGGIO EMILIA. Da quando lunedì una grossa lastra di vetro si è staccata dal tetto della stazione, precipitando sulla banchina a pochi centimetri dai viaggiatori in attesa, la Mediopadana è nel mirino dei tecnici e degli ingegneri di Rfi. Che, proprio come per un paziente a rischio, stanno ispezionando palmo a palmo la struttura per capire le cause di quel crollo. Che, solo per un caso fortuito, non ha provocato vittime.

Reggio Emilia, transenne e nuovi rischi alla Mediopadana dopo il crollo



Gli operai della rete ferroviaria italiana, la società a cui appartiene la stazione Av, hanno transennato quattro punti distinti dei marciapiede, due sul binario 4 e due sul binario 1, esattamente dalla parte opposta. Non solo quindi la porzione di banchina sulla quale è precipitato il pannello ma anche tutte le altre zone individuate come «a rischio». Rischio determinato non tanto per la tipologia di lastra che ha ceduto – quelle in vetro ricoprono infatti gran parte del tetto della Mediopadana – quanto per la posizione.

Una delle ipotesi degli ingegneri che stanno studiando il problema, infatti, è che il cedimento potrebbe essere stato provocato dalle particolari sollecitazioni a cui sono sottoposte le lastre installate in certi punti, simili a quello dove in precedenza si trovava il pannello crollato. Un’eventualità ancora da confermare, tanto che in campo c’è anche una seconda possibilità: ovvero un difetto di fabbricazione che ha riguardato solo quella singola parte crollata.



In attesa che i tecnici completino l’analisi della stazione, quello che si può vedere a occhio nudo è un secondo particolare tutt’altro che rassicurante. Sul binario 1, dalla parte opposta rispetto a dove lunedì si è verificato l’incidente, proprio sopra uno dei quattro punti transennati un’altra lastra in vetro appare visibilmente incrinata. Proprio come il parabrezza di un’auto dopo un incidente stradale.

Rfi, che si è attivata immediatamente dopo la segnalazione del crollo, rassicura comunque i reggiani e le migliaia di utenti che tutti i giorni stazionano su quelle banchine.

Le verifiche che sono state fatte nei giorni scorsi, ha spiegato la società ferroviaria, non hanno evidenziato allarmi di alcun tipo e le transenne servono in via precauzionale in attesa che sia completata l’analisi della struttura. Entro poco, quindi, ci sarà uno passaggio intermedio che vedrà sparire le transenne, sostituite da una messa in sicurezza temporanea di altro tipo che incida il meno possibile sulla fruizione delle banchine.

Lo step finale dipenderà invece dai risultati ufficiali delle indagini degli ingegneri. Se emergerà che il crollo è stato provocato per un difetto di quella singola lastra, verrà sostituita con un’altra adeguata.

Ma se, al contrario, si scoprirà che i pannelli posizionati in certi punti risentono maggiormente delle sollecitazioni della stazione – come le vibrazioni provocate dai treni – si provvederà a dei rinforzi adeguati in modo tale da prevenire altri incidenti potenzialmente mortali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA