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Sversano liquami e rifiuti nel torrente, denunciati due agricoltori

Ventasso, sono due 55enni titolari di un'azienda agricola vicina a un affluente del Lonza. Il corso d'acqua saturo di liquidi maleodoranti allarma i cittadini che chiamano i carabinieri

VENTASSO. Non solo incuria, ma anche consapevole dolo ai danni dell’ambiente. È quanto emerge dalla vicenda di due contadini di 55 anni finiti nei guai per avere sversato liquami e rifiuti di ogni genere nelle acque di un corso d’acqua affluente del torrente Lonza, a sua volta gravemente inquinato a causa di questo comportamento.
 
I due sono stati denunciati dai carabinieri di Ramiseto che hanno operato insieme ai colleghi della stazione forestale di Busana. 
 
A dare l’allarme sono stati alcun ...

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VENTASSO. Non solo incuria, ma anche consapevole dolo ai danni dell’ambiente. È quanto emerge dalla vicenda di due contadini di 55 anni finiti nei guai per avere sversato liquami e rifiuti di ogni genere nelle acque di un corso d’acqua affluente del torrente Lonza, a sua volta gravemente inquinato a causa di questo comportamento.
 
I due sono stati denunciati dai carabinieri di Ramiseto che hanno operato insieme ai colleghi della stazione forestale di Busana. 
 
A dare l’allarme sono stati alcuni residenti preoccupati per l’improvvisa colorazione scura del Lonza, congiunta alla maleodorante aria che si respirava nelle vicinanze del corso d’acqua. I militari dell’Arma sono entrati subito in azione e hanno riscontrato, oltre alla veridicità della segnalazione, che la causa era da ricondurre all’illecita condotta dei titolari di un’azienda agricola che sversavano illecitamente nel torrente reflui zootecnici. 
I due 55enni, residenti nell’appennino reggiano, sono chiamati a rispondere del reato di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e di immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido e liquido, nelle acque superficiali e sotterranee. 
 
Ricevute le segnalazioni i carabinieri hanno predisposto appositi servizi di ricognizione, con tanto di riprese video, che hanno portato a ricostruire le cause dell’inquinamento.
La prima scoperta è stata un tubo interrato di cemento dal quale fuoriuscivano residui di rifiuti liquidi zootecnici che finivano nell’affluente del Lonza. Percorrendo a ritroso il tubo in cemento i carabinieri sono arrivati a un pozzetto per la raccolta delle acque sorgive e meteoriche, nelle vicinanze della concimaia di un’azienda agricola. La concimaia era colma di letame prodotto dai bovini da latte, allevati in una vicina stalla. 
 
L’eccessivo accumulo nella concimaia aveva portato alla tracimazione dei liquami con parte dei reflui che finivano nel pozzetto per la raccolta delle acque sorgive. 
Gli approfondimenti investigativi dei carabinieri, supportati da riprese video e incontrovertibili dichiarazioni testimoniali, hanno accertato che l’inquinamento del torrente non era solo conseguente alla tracimazione dei reflui, ma anche ad una serie di condotte illecite da parte dei due agricoltori.
 
 Avrebbero infatti collegato mediante un tubo la concimaia al pozzetto in modo tale da far confluire più velocemente i reflui nel torrente. Oltre a tale escamotage, stando alle risultanze investigative, i due coltivatori avrebbero persino versato i liquami nel pozzetto per la raccolta delle acque sorgive e meteoriche con l’utilizzo di una botte per spandimento liquami, da utilizzare con il trattore o tramite una sorta di motopompa. In questo modo avrebbero “facilitato” la canalizzazione nel tubo sotterraneo e illegale che portava al torrente.