Torna lo scoglio delle intercettazioni

Aemilia: salta l’udienza per lo sciopero dei penalisti, ma il pm Mescolini segnala che mancano ancora delle trascrizioni

REGGIO EMILIA. Salta l’udienza del maxiprocesso Aemilia sulla scia della compatta adesione degli avvocati (con in tasca come vuole la legge anche l’assenso di tutti i detenuti) allo sciopero indetto dall’Unione Camere Penali per i ritardi parlamentari che ancora “inchiodano” la riforma carceraria. Ma stavolta più che le “scintille” fra giudici e penalisti sull’ennesima “tappa” del procedimento che si blocca, hanno tenuto banco i problemi che ancora caratterizzano la trascrizione delle intercettazioni. E stiamo parlando di un “nodo” non indifferente – sinora sono state depositate oltre 200mila pagine di trascrizioni – che coinvolge ben dieci periti (ieri sono stati liquidati 58mila euro a due società incaricate). Ebbene, il presidente Francesco Caruso ha spiegato che non è stato ancora depositato un ultimo stralcio di trascrizioni e nell’aggiornare il processo all’8 maggio chi guida la Corte specifica che in quella data quel materiale «sarà a disposizione delle parti». Quest’ultimo ritardo coinvolge uno dei professionisti che si sta occupando tra l’altro delle conversazioni intercettate del pentito Antonio Valerio e della consulente finanziaria bolognese Roberta Tattini. Intercettazioni ambientali lunghe e complesse da mettere nero su bianco. Però la situazione è più preoccupante e lo si scopre quando prende la parola il pm Marco Mescolini: «Mi sono accorto, preparando la requisitoria, come molte delle intercettazioni richieste – entra nel merito il magistrato della Dda di Bologna – non siano state prese in carico da nessuno dei consulenti». E dato che questo mancato deposito riguarda intercettazioni importanti per l’accusa, il pm Mescolini propone alla Corte un paio di vie d’uscita durante la sua requisitoria, cioè far ascoltare in aula le conversazioni captate nell’auto del volto tv reggiano Marco Gibertini, ma anche utilizzare i verbali dei carabinieri per le parti non trascritte relative a conversazioni intercettate di Giuseppe Iaquinta in carcere. Una proposta che verrà valutata dai giudici nella prossima udienza e sul tema piuttosto spinoso prenderanno posizione anche i difensori. Ovviamente essendo saltata ieri l’udienza, i periti fonici sono stati nuovamente convocati per martedì prossimo e quel giorno verranno sentiti nell’aula-bunker. L’argomento si chiude con una chiosa del presidente Caruso: «Sono state trascritte migliaia di pagine, con 10 periti impegnati: è comprensibile che qualcosa nella distribuzione dei carichi di lavoro sia rimasto fuori». Quindi, dopo un mese di stop, si è tornati ieri in aula solo per poco tempo (complice lo sciopero dei penalisti) e lasciando ancora aperto il problema delle trascrizioni (telefoniche ed ambientali, la maggior parte in calabrese). Slitta a martedì la conclusione della fase istruttoria e due giorni dopo dovrebbero partire le requisitorie dei due pm antimafia.

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