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Ok agli abbattimenti selettivi da San Polo a Castellarano

MONTECCHIO. Il dibattito sui cinghiali nelle scorse settimane, si è fatto sentire anche in collina, dove sono state cinque le battute di caccia per l’abbattimento selettivo fatte: due a Quattro...

MONTECCHIO. Il dibattito sui cinghiali nelle scorse settimane, si è fatto sentire anche in collina, dove sono state cinque le battute di caccia per l’abbattimento selettivo fatte: due a Quattro Castella, due a Fogliano (Reggio Emilia), una a Borzano (Albinea). Altre sono in preparazione nell’area di Montecchio.

Ma le doppiette prossimamente si sentiranno sparare lungo tutta la fascia che taglia trasversalmente la provincia di Reggio e che va da Montecchio Emilia, San Polo, passa per Quattro ...

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MONTECCHIO. Il dibattito sui cinghiali nelle scorse settimane, si è fatto sentire anche in collina, dove sono state cinque le battute di caccia per l’abbattimento selettivo fatte: due a Quattro Castella, due a Fogliano (Reggio Emilia), una a Borzano (Albinea). Altre sono in preparazione nell’area di Montecchio.

Ma le doppiette prossimamente si sentiranno sparare lungo tutta la fascia che taglia trasversalmente la provincia di Reggio e che va da Montecchio Emilia, San Polo, passa per Quattro Castella, Vezzano sul Crostolo, Albinea per arrivare a Scandiano, Casalgrande e Castellarano. «Il numero di cinghiali è aumentato esponenzialmente nella zona collinare reggiana – spiega Lorenzo Ferrari, comandante della polizia provinciale di Reggio Emilia – e la Regione ci ha ordinato di intervenire perché la soglia economica di danno tollerabile è stata superata». Una definizione difficile per dire una cosa semplice: le incursioni dei cinghiali segnalate dagli agricoltori – secondo i calcoli della Regione – hanno provocato danni per un ammontare superiore a quello stabilito dalla tabelle quindi scatta il via libera agli abbattimenti. «La Regione – prosegue – è preoccupata per i danni che i cinghiali causano all’agricoltura, noi per gli incidenti che provocano». I numeri, secondo il comandante della polizia provinciale non mentono: quest’anno sono stati contati, lungo la fascia pedemontana, 25 incidenti certamente provocati da cinghiali che sono rimasti uccisi nello scontro. «Si tratta – prosegue – della metà del complessivo degli incidenti provocati da cinghiali in tutta la provincia. Quel che vorrei fosse chiaro è che non ci divertiamo certo a organizzare i prelievi, ma la gente deve capire che si tratta di animali che stanno aumentando di numero e che cercano il cibo spostandosi sempre più verso le aree abitate e questo crea potenziali pericoli».

Tra Provincia, l’Ambito territoriale 3 della montagna e l’Ambito territoriale 4 della collina, è stato firmato un accordo biennale per attuare il piano regionale di controllo dei cinghiali. La polizia provinciale sovrintenderà le operazioni, ma le battute saranno affidate a cacciatori selezionati che potranno tenersi gli animali abbattuti come risarcimento parziale delle spese sostenute. Plaude Coldiretti: «Sono iniziate le lavorazioni nei campi – afferma Assuero Zampini, direttore Coldiretti di Reggio Emilia – ed è giusto difendere il lavoro degli agricoltori per la nuova stagione».