Sindacati, nel pubblico l’ago si sposta al centro

Le recenti elezioni delle rsu segnano il graduale cambiamento di preferenze. La Sanità passa alla Cisl che tiene anche la Scuola. Unimore e Asp alla Cgil

REGGIO EMILIA. Confermata la predominanza della Cgil ma non senza scossoni. È l’esito delle recenti elezioni per le Rsu nella Funzione pubblica a Reggio Emilia. Quello che resta il primo sindacato infatti subisce una leggera, ma non indolore, flessione, con uno scarto che si assottiglia rispetto all’altro principale sindacato, la Cisl, che riesce persino a segnare, anche se di pochi punti, un importante sorpasso: quello nel settore della Sanità.

A un giorno dalla celebrazione del Primo maggio il polso sulla situazione del mondo del lavoro, infatti, lo può dare anche il dato uscito dalle recenti elezioni, a livello provinciale, delle Rsu nella funzione pubblica. Un dato ancora non definitivo e che viene estrapolato dalle diverse dichiarazioni delle sigle sindacali: tutte, seppure in diversa misura, cantano vittoria. Ma la geografia dei principali risultati ottenuti da ciascuna delle sigle confederali in campo, a leggere tra le percentuali, non manca di riservare qualche sorpresa.



Il dato complessivo infatti nella Funzione pubblica parla di una sensibile flessione della Cgil, che passa dal 49,86 nel 2015 al 47,32. La Fp Cisl invece si attesta a 35,30% (era il 31,28% nel 2015). Se quindi nel 2015 Cgil e Cisl erano divisi da poco meno di 20 punti percentuali, oggi la distanza è ridotta a circa 12.

SANITÀ. La Cisl segna il sorpasso nel settore della Sanità ottenendo il 45% delle preferenze (erano state il 41% nel 2015) mentre la Cgil perde punti e si ferma al 39,29% (contro il 42,23% del 2015). Qui a calare sarebbe anche la Uil, mentre aumenta l’apprezzamento per le sigle autonome. I numeri li riferisce Davide Battini segretario generale Cisl Fp: «Nella Sanità siamo il sindacato maggiormente rappresentativo con 1.448 voti. La Cgil ne ha avuti 1.262, 193 la Uil e 217 le altre quattro sigle».

La Uil fpl ritiene comunque di avere avuto «un’importante affermazione che ha impedito il monocolore sindacale, favorendo di fatto l’unità sindacale nell’interesse dei dipendenti e del servizio ai cittadini».



Ma che la galassia sia variegata lo dimostra poi l’analisi dei risultati specifici, per esempio, negli ospedali che vengono spartiti tra le due sigle principali: alla Cgil vanno infatti quelli di Correggio, Castelnovo Monti e Scandiano; alla Cisl il Santa Maria Nuova («621 voti contro i 401 della Cgil», sottolinea Battini), Montecchio e Guastalla.

Alla Cgil invece vanno tutte le Asp della provincia: a partire da Reggio Città delle Persone, Magiera Ansaloni della zona di Correggio, Progetto Persona di Luzzara, Carlo Sartori in val d'Enza, Opus Civium di Castelnovo Sotto, per finire con il Don Cavalletti di Carpineti; questo, si legge in una nota del sindacato a firma di Maurizio Frigeri segretario generale Fp Cgil Reggio Emilia, «a riconoscimento dell'impegno che la Cgil ha profuso nelle vertenze contro i tentativi di privatizzazione del welfare pubblico».

Tuttavia, qualche giorno fa, è stato Guido Mora, segretario della Camera del Lavoro, a sottolineare come «nel pubblico la maggior stabilità del posto e il blocco dei contratti per dieci anni ha finito per premiare più i sindacati di mestiere rispetto a quelli confederali».



SCUOLA. Nella Scuola, settore con il maggior numero di votanti nel pubblico impiego, il dato delle ultime elezioni non fa comunque vacillare la tenuta delle sigle confederali, nonostante la presenza di altre agguerrite sigle. Negli istituti statali dalla scuola dell’infanzia alle medie superiori la Cisl si conferma prima sigla con 99 Rsu. Qui gli ultimi dati arrivati, sono quelli di sabato dell’Istituto Ligabue. «Ci attestiamo al 42,74% e siamo i più rappresentativi – spiega la segretaria aggiunta Cisl scuola Emilia Centrale Monica Leonardi – La Cgil è al 31% (72 rsu). L’aumento della Uil è oggettivo con 32 seggi ottenuti».

Da segnalare che tra le sigle minori l’Sgb, che ha ottenuto 8 seggi, sta meditando di adire alle vie legali. Il motivo? La contestata applicazione di una direttiva e «liste presumibilmente “gonfiate” di lavoratori non titolari di sede in diverse scuole».

Dal canto suo la Cgil, seppure si conferma in provincia il primo sindacato negli istituti superiori, nell’Università e nell’Alta Formazione Artistica e Musicale non si sottrae all’autocritica: «Non si può nascondere che il risultato complessivo nel comparto Conoscenza è inferiore a quello ottenuto nelle elezioni precedenti e imporrà una riflessione su questo risultato», fanno sapere dalla Camera del lavoro.

Ancora una volta si sottolinea che la difficoltà maggiore sarebbe dovuta alla frammentazione delle sigle in numero crescente in quasi tutte le scuole che «ha giocato a sfavore delle liste Flc-Cgil».



UNIMORE. Nettamente favorevole alle rappresentanze della Cgil e sfavorevoli alla Cisl, invece, le elezioni tra il personale tecnico e amministrativo dell’università. Qui sono state 496 le schede scrutinate (482 quelle valide) e i voti attribuiti alle singole liste sono così distribuiti: Flc Cgil 246 (51,04%), Snals Confsal 152 (31,53%), Fed. Uil Scuola Rua 48 (9,96%), Federazione Cisl- Scuola, Università e Ricerca 36 (7,47%).

ENTI LOCALI. Ancora incompleti i dati sugli enti locali e le Funzioni centrali. Tuttavia la Cisl sottolinea l’aumento in voti e in percentuale nei primi e constata il calo negli enti centrali. «Siamo il primo sindacato in Sanità, Provincia, Unione val D’Enza, Inps, Questura, Unione Colline Matildiche, Comune del Ventasso, Bagnolo». In quanto ai Comuni la Uil segnala la sua vittori a Canossa, Boretto e Gualtieri.

A consolare tutti resta il dato confederale complessivo pari a circa l’88%: «Un piccolo incremento rispetto agli esiti della tornata precedente, che premia le sigle firmatarie del nuovo contratto nazionale di lavoro», sottolineano dalla Cgil.