Escursionisti storici tedeschi e austriaci sulle strade resistenti

Ieri pomeriggio l’iniziativa di Istoreco ha fatto tappa in città Da Vezzano a Botteghe per finire con una cena nei chiostri

REGGIO EMILIA. Sono arrivati in città i Sentieri Partigiani. Ieri pomeriggio l’iniziativa di Istoreco, che nel fine settimana ha portato oltre cento escursionisti storici tedeschi e austriaci sulle vette appenniniche, si è conclusa con la consueta discesa verso Reggio. Il gruppo ha ripercorso il cammino fatto il 24 aprile 1945 dalle squadre partigiane che liberarono la città con un giorno di anticipo rispetto all’arrivo delle truppe alleate che in quei giorni stavano risalendo la via Emilia dal mare. Il 24 aprile di 73 anni fa ci furono gli ultimi scontri e gli ultimi caduti del conflitto, fra cui una passante, colpita da un cecchino vicino al ponte di San Pellegrino, e due giovani resistenti, uccisi in uno scontro fuoco all’inizio di via Tassoni, poco prima di arrivare proprio alla chiesa di San Pellegrino, storico rifugio del Comitato di liberazione nazionale reggiano dal 1943 in poi. La comitiva dei Sentieri, rinforzata nella giornata di ieri da una trentina di camminatori nostrani che si sono uniti per l’ultima tappa, è partita in mattinata dal parco della Pace di Vezzano, scendendo verso Puianello e poi deviando per Botteghe di Albinea. Qui i partecipanti hanno ascoltato la testimonianza della staffetta Giovanna Quadreri, tra le protagoniste dell’operazione Tombola avvenuta nel marzo 1945 a Villa Rossi, a fianco delle Botteghe, in quello che era il comando nazista in zona. La marcia è ripresa fra i campi che tagliano sino a Canali, per immettersi alla fine lungo il percorso di via Tassoni. Qui, un’altra sosta, al cippo che ricorda i due partigiani caduti 73 anni orsono, omaggiati con un mazzo di fiori deposto dalla stessa Quadreri. Uno dei momenti principali alla chiesa di San Pellegrino, dove il parroco don Dossetti ha accolto i visitatori tedeschi parlando delle vicende resistenziali della parrocchia ed introducendo la figura di don Pasquino Borghi, il sacerdote fucilato dai fascisti perché nella sua parrocchia nel crinale villaminozzese ospitava militari e famiglie in fuga. San Pellegrino ospita una mostra dedicata a don Pasquino, con pannelli informativi e il cappotto indossato al momento della morte, e il gruppo ha visitato questa esposizione.

Dalla chiesa si è poi giunti in centro storico, passando per viale Umberto I e per Porta Castello, sino ad arrivare alle piazze centrali, per un omaggio davanti al monumento ai caduti. Per finire, una cena nella sede di Istoreco.