«Diamanti, siamo pronti alla class action»

La Federconsumatori segue 400 risparmiatori reggiani: obiettivo ottenere il rimborso dalle banche 

REGGIO EMILIA. «Siamo pronti alla class action, vogliamo dalle banche il rimborso». Sergio Veroli interviene con decisione sugli investimenti in diamanti agli sportelli bancari sanzionati dall’Antitrust. L’autorità ha multato per oltre 13 milioni di euro gli istituti Unicredit, Banco Bpm, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena e i broker Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment. La Federconsumatori di cui Veroli è vicepresidente nazionale sta seguendo oltre 400 risparmiatori nel solo sportello reggiano. Giungono dalla provincia, ma anche dalla Sardegna e dal Trentino. Le punte massime sono di 300mila euro. La maggioranza ha investito 5-10mila euro, in circa trenta hanno sborsato oltre 50mila euro. «C’è l’atteggiamento curioso di un cliente che ha investito oltre 200mila euro in diamanti – ha garantito Rino Soragni, vicepresidente Federconsumatori Reggio – e ha chiesto di aver riconosciuto il valore nominale. La banca gli ha però detto che non ha intenzione a dare risposte, nonostante abbia chiesto di portare via il conto. Un ulteriore dramma è legato al fatto che molti clienti sono coinvolti anche con il prestito sociale con le cooperative per cui si sentono in difficoltà. Le pietre iniziano a essere 800. Useremo lo strumento della Camera di Commercio per trovare un accordo, contenendo i costi». La federazione ha avviato azioni con le quattro banche, ricevendo esiti diversi. «Intesa e Unicredit hanno accettato, con condizioni diverse, di rimborsare i risparmiatori – ha assicurato Veroli – mentre non abbiamo notizie del Monte dei Paschi, a cui abbiamo scritto più volte. Abbiamo incontrato responsabili Bpm a Milano, ma non ci danno risposta». Un ostacolo non invalicabile per gli esponenti di Federconsumatori, che hanno avviato azioni legali. «Dapprima sono reclami e costituzioni in mora delle società e degli istituti di credito per stimolare una prima risposta – ha spiegato l’avvocato Matteo Ferrari Zanolini, avvocato della consulta giuridica di Federconsumatori – che finora non è uniforme nemmeno all’interno degli stessi istituti». La conciliazione a cui Federconsumatori farà ricorso potrebbe non essere l’ultimo passo. «Stiamo presentando in blocco richieste individuali perché le banche sappiano che è una richiesta organizzata di più risparmiatori. Se non sarà possibile una soluzione transattiva, Federconsumatori ha allo studio una class action e soluzioni individuali giudiziarie, che è l’ultima risorsa per i tempi, le risorse e i costi». Ferrari Zanolini ha garantito che le società e le banche scoperte potrebbero costituire la punta dell’iceberg. «L’indagine dell’Antitrust rischia di essere l’innesto di una crisi che attraverserà il mondo bancario – ha ribadito il legale – perché è coinvolta una terza società, la Diamond Love Bond, e una cinquantina di banche del credito cooperativo». (g.f.)