Chiude dopo mezzo secolo la storica gioielleria Zinani

In via Emilia San Pietro assalto di clienti, amici e conoscenti per salutare il titolare: «Non pensavo fosse così difficile staccarmi dal negozio... era una seconda casa» 

REGGIO EMILIA. C’è stato un assalto, ieri mattina, alla gioielleria Zinani di via Emilia San Pietro. Intendiamoci, un assalto amichevole, provocato da clienti, amici e conoscenti, che hanno fatto la fila davanti all’esercizio sotto i portici per salutare il titolare, Franco Zinani, nel suo ultimo giorno di lavoro. Sabato 31 marzo ha chiuso infatti i battenti.

Il saluto del gioielliere Franco Zinani

Chiude la gioielleria Zinani, negozio storico di Reggio Emilia



«Non nascondo l’emozione per questo impatto inaspettato – confessa un po’ impacciato Franco Zinani – non credevo di poter ricevere tutti questi saluti, i regali, i fiori, gli abbracci. Non pensavo fosse così dura staccarmi dal mio negozio. Solo ora me ne rendo conto».

In effetti dalla prima volta che ci è entrato nei primi anni Cinquanta ne è passato di tempo… «Avevo appena completato gli studi – racconta Zinani – quando, era il 1952, entrai qui per mettermi al servizio di Enrico Bertani che è stato il mio vero maestro. Dieci anni più tardi mi ha chiesto di subentrargli e io ho accettato a braccia aperte. Da allora, saranno 56 anni a maggio, questa è diventata la mia seconda casa e immagino che farò abbastanza fatica a restarne costantemente fuori».

Nel frattempo ha messo su famiglia, con la moglie Marilena Bertolani che l’ha affiancato in negozio, e con una figlia, Francesca, che però non accetta che gli subentri. «No – ammette – è un mestiere troppo pericoloso, ogni giorno è una avventura». Eppure non è mai stato rapinato... «Assalti a mano armata mai – conferma Zinani – ma furtarelli ne ho subiti diversi e ho corso parecchie volte dei rischi. No, non ne vale la pena».

In mezzo secolo a varcare la soglia della gioielleria Zinani non sono mancati personaggi noti. «Non nascondo – conferma il gioielliere – che hanno varcato questa soglia molti reggiani ma non solo. Rammento ad esempio un paio di artisti come il cantante Giacobbe e come Riky Tognazzi. Oltre ad esponenti di altri importanti settori della vita pubblica. Non faccio nomi per discrezione».

Da domani dunque Franco Zinani non sarà più il conosciutissimo gioielliere ma un pensionato. Cosa ha in mente di fare in tutte le sue giornate di libere? «Avrò più tempo per incontrare gli amici in città. E poi chissà che non mi possa dedicare a qualche vecchia passione». L’affermazione richiama immediatamente l’attenzione delle moglie e della figlia che annuiscono ed affermano all’unisono: «Lui non lo dice, ma è un vero artista. Lo ha dimostrato modellando tanti gioielli ed ha affinato questa esperienza puntando sempre alla perfezione. Quello che era il suo lavoro potrebbe diventare il suo passatempo preferito».

C’è una cliente che gli suggerisce invece di andare a svernare in qualche isola caraibica… «Sono nato “testa quadra” – rispomde Franco Zinani con un sorriso – e questa resta la mia città. Sì, forse qualche viaggio, ma è qui che ho sempre vissuto e farei fatica ad andare troppo lontano».

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