Reggio Emilia, il questore: «Ad aggredire i tifosi della Reggiana una banda di ragazzini»

Il questore Sbordone traccia il bilancio della manifestazione di sabato. E sui provocatori dice: «Ragazzini annoiati, combatteremo il fenomeno»

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REGGIO EMILIA. Se si dovesse tracciare il bilancio della manifestazione di sabato, considerando solamente l’evento in sé, il voto sarebbe più che positivo. La gestione delle forze dell’ordine e il comportamento dei tifosi della Reggiana – oltre 2.500 fra ultras, famiglie e anziani – è stato ineccepibile.

Almeno fino alla fine del corteo. Il brutto episodio di violenza accaduto a protesta ormai finita ha infatti macchiato una giornata che fino a quel momento poteva essere considerata come un bell’esempio per lo sport reggiano.

L’aggressione, gratuita e sciocca, messa in atto da un gruppo di adolescenti «annoiati» contro quattro supporter granata, rischia adesso di avere strascichi che tutti, forze dell’ordine in primis, vogliono invece evitare a tutti i costi.

E il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, questo lo sa bene. Anche perché, nel suo passato professionale, si è trovato più volte a confrontarsi con gli ambienti ultras e le dinamiche che regolamentano questi mondi le conosce bene.

L’aggressione ai tifosi rappresenta un neo in una manifestazione che invece era stata pacifica e controllata.

«Sì è vero, anche se voglio precisare che quello che è successo non c’entra nulla con il corteo in sé. Si è trattato di un episodio avvenuto in coda all’evento, quando ormai era già tutto finito e in centro storico erano rimasti pochissimi tifosi. È stata una provocazione che hanno subìto da parte di un gruppo di ragazzini estranei alle dinamiche del calcio, ma non per questo mi sento di minimizzare».

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I rischi, adesso, quali sono?

«Potrebbe essere foriera di altri episodi violenti, potrebbe determinare una reazione che lavoreremo per scongiurare. Questi sono gruppi di ragazzini che provocano senza motivazioni, se non per noia e il gusto di provocare».

Un episodio purtroppo non isolato.

«Dobbiamo riflettere su questi fenomeni anche perché, senza destare allarmismi, questi gruppetti che girano per il centro storico potrebbero anche provocarsi a vicenda. Queste bande di teppisti si sono formate negli ultimi tempi a Reggio Emilia come purtroppo in tutte le altre città italiane. Si tratta di 15/20 ragazzini che si divertono nell’infastidire gli altri e nel caso specifico si deve riflettere anche sul fatto che fra chi ha aggredito i tifosi c’erano anche diversi figli di stranieri. Un ragionamento sull’accoglienza sarebbe forse necessario».



La manifestazione in sé, però, si è svolta nel migliore dei modi.

«Sono soddisfatto. Avevamo preparato con cura la giornata nei giorni precedenti e abbiamo messo in campo la Digos, il reparto prevenzione crimine, le Volanti, il reparto Mobile di Bologna e un battaglione dei carabinieri, oltre al supporto costante del 118. Voglio fare i complimenti anche ai tifosi, che sono stati colorati e accesi ma non hanno mai valicato i limiti della legalità. Penso che dopo sabato la temperatura sia scesa rispetto a quindici giorni fa, grazie anche all’amministrazione comunale che sta cercando di trovare la quadra a questo problema».

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