Don Evandro: «La mafia va combattuta senza remore»

BRESCELLO. La statua di San Giuseppe che l’alluvione aveva portato via da Lentigione tornerà presto a casa. E’ infatti in programma martedì prossimo, in vescovado a Mantova, la consegna della statua...

BRESCELLO. La statua di San Giuseppe che l’alluvione aveva portato via da Lentigione tornerà presto a casa. E’ infatti in programma martedì prossimo, in vescovado a Mantova, la consegna della statua da parte del vescovo Gianmarco Busca al parroco don Evandro Gherardi, dopo il ritrovamento del San Giuseppe da parte di due allevatori avvenuto nei giorni scorsi a Motteggiana, che l’hanno ripescato dal Po.

Proprio don Gherardi, nelle ultime ore, è tornato dopo diversi mesi, a commentare le vicende che hanno portato allo scioglimento del Comune di Brescello, dichiarazioni affidate al giornalista Giovanni Tizian dell’Espresso che hanno innescato le polemiche. «Lo scioglimento del Comune – ha detto don Evandro – ha spaccato la comunità e anche i miei parrocchiani. Divisi dalle tensioni e da attriti scaturiti dopo le dimissioni dell’ex sindaco». Una presa di posizione che non è passata inosservata al Gruppo di Discontinuità che su Facebook ha chiamato in causa proprio il sacerdote per chiedere spiegazioni e per sollecitare la comunità a commemorare la “Giornata in memoria delle vittime della mafia”. Don Gherardi ha ribadito la propria posizione, già nota dai convulsi giorni dello scioglimento: «Credo di non aver percorso la strada dell’indifferenza e del silenzio – ha detto –. La mafia va combattuta, senza nessuna remora. Riaffermo la mia idea che Brescello non è in scacco alla mafia e la mia impressione che ci sia un disegno per far pagare a Brescello le colpe di tutti. Le colpe di Brescello? Vorrei sapere quali sono». Che la vicenda abbia diviso la comunità brescellese, appare evidente. Tra un paio di mesi i cittadini torneranno al voto e sceglieranno i loro nuovi rappresentanti, con l’auspicio di chiudere questa lunga e tormentata parentesi. (a.v.)