Reggio Emilia: tenta due volte il suicidio, salvato dalla polizia

Prima ha bevuto dei detersivi, poi ha provato ad accoltellarsi. Bloccato dagli agenti, è stato portato in ospedale e curato

REGGIO EMILIA. Una depressione così forte e un malessere così grande che, alla fine, lo hanno travolto completamente fino alla decisione di togliersi la vita. Più che una scelta definitiva, però, la sua era una ricerca di aiuto al punto che, mentre ingoiava diversi detersivi che aveva in casa, ha scelto di chiamare il centralino del 113. Una circostanza che, grazie all’abilità e all’esperienza della polizia reggiana, gli ha salvato la vita.

È una vicenda triste, ma per fortuna a lieto fine, quella successa qualche notte fa in un appartamento del capoluogo. Era passato da diverso tempo l’orario di cena quando, sul numero di emergenza della questura, è arrivata una telefonata nella quale una voce maschile – sensibilmente turbata – dichiarava testualmente di essere «in procinto di fare una cavolata».


Nello specifico, l’uomo dall’altro capo della cornetta ha spiegato alla polizia che di lì a poco avrebbe bevuto «dei liquidi in grado di nuocere gravemente» alla sua salute. A quel punto gli agenti della sala operativa di Reggio Emilia hanno chiesto spiegazioni al reggiano, ricevendo una sola risposta: «Voglio morire».

Capita la concretezza del pericolo, i poliziotti hanno allertato i colleghi cercando nel frattempo di instaurare un rapporto confidenziale con l’uomo, per convincerlo a desistere dall’intento autolesionistico e per fare in modo di poter inviare velocemente i soccorsi.

Tramite il sistema di localizzazione della chiamata, gli operatori sono infine riusciti ad individuare l’abitazione dell’uomo e, senza esitazione, hanno inviato sul posto due pattuglie della squadra Volanti.

L’uomo, tuttavia, nel corso della telefonata ha deciso di agire, bevendo diversi detersivi per la pulizia della casa.

La centrale operativa, per salvargli la vita, ha inviato assieme alle Volanti anche un’ambulanza del 118, il tutto sempre mantenendo aperto il dialogo con lui per fare in modo di non perdere il contatto. Una decisione che si è presto rivelata decisiva. I poliziotti-mediatori, infatti, grazie all’esperienza e al legame di fiducia che erano riusciti a instaurare con il poveretto, lo hanno convinto ad aprire il cancello condominiale e la porta di casa in modo da garantire l’accesso alle Volanti e al 118. Se prima del loro arrivo l’uomo avesse perso conoscenza, per lui non ci sarebbe stato più nulla da fare.

Nel giro di pochi minuti, le pattuglie hanno raggiunto la palazzina e sono entrati nell’appartamento confermando che aveva bevuto prodotti altamente tossici. Alla presenza degli agenti l’uomo ha inoltre proseguito nei suoi intendi suicidi, cercando di afferrare un coltello da cucina per farsi del male ma è stato immediatamente bloccato dai poliziotti.

Nel frattempo è giunto sul posto anche il personale del 118, che ha prestato le prime cure per poi portarlo presso l’ospedale Santa Maria Nuova con atteggiamento pacato e collaborativo. Dopo le prime visite mediche, non è più in pericolo di vita.

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