Scuola, per 9mila reggiani nuovo contratto di lavoro

REGGIO EMILIA. C’è soddisfazione per il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca, firmato a Roma da Cgil Cisl Uil e Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale...

REGGIO EMILIA. C’è soddisfazione per il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca, firmato a Roma da Cgil Cisl Uil e Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Nel Reggiano si applica a 6.897 docenti e 1.735 personale ata (amministrativi, tecnici e ausiliari): in tutto quasi 9mila lavoratori. Ad essi infatti bisogna aggiungere i supplenti utilizzati per le assenza temporanee dei titolari: un numero non quantificabile, perché ogni scuola ha una propria graduatoria da cui attinge in base alle necessità. «Questi lavoratori hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e riduzione degli spazi di partecipazione e contrattazione – afferma la segreteria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale Antonietta Cozzo –. Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016 e vanno, per la scuola, da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; è pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro. Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa nella quale, al contrario, si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge».