«Estimi irregolari nei capannoni»

L’ex dirigente: «Caso archiviato per 21 immobili, il 22esimo lo scoprii nel 2012»

REGGIO EMILIA. Un altro punto su cui Potito Scalzulli insiste molto – nei suoi esposti – riguarda 22 casi di capannoni industriali («Ma sarebbero centinaia») – l’ultimo dei quali scoperto personalmente, mentre gli altri 21 erano finiti in un’indagine della Procura archiviata per prescrizione – in cui la rendita catastale era stata modificata al ribasso procurando così un vantaggio fiscale ai proprietari degli immobili. Irregolarità che Scalzulli denunciò con esposti ai suoi superiori regionali e nazionali. In risposta questi ultimi non solo non lo presero in considerazione, ma gli consigliarono di smetterla. Come ha spiegato durante la deposizione ad Aemilia, in procura a Reggio è stata aperta nel 2003 un’inchiesta (con sei indagati) riguardante 21 capannoni di cui sarebbero state abbassate le rendite catastali: nel 2014 (ben undici anni dopo!) l’archiviazione per prescrizione. «Ma scoprii un caso analogo a quella vicenda giudiziaria – ha detto in aula l’ex direttore – cioè un ventiduesimo capannone, della stessa epoca degli altri, in cui un dipendente cancellò il file relativo all’immobile, come se quell’accatastamento non esistesse e si facesse così partire la sua storia dal giorno stesso». Su quest’ultimo caso è stato aperto un fascicolo nel 2012, con sequestro degli atti relativi.