Reggio Emilia: gli rubano le chitarre, lui lancia l'appello sul web: "Aiutatemi a ritrovarle"

Angelo Mosca le aveva lasciate nel baule dell’auto al parcheggio della Polveriera: «È stato davvero un colpo al cuore» 

REGGIO EMILIA. “L’appello al mondo musicale” è stato lanciato sul web ma, al momento, è rimasto inascoltato. Tanti invece i messaggi di solidarietà postati sulla pagina Facebook di Angelo Mosca. Tantissime le condivisioni. Obiettivo: ritrovare le due chitarre rubate nella notte tra giovedì e venerdì su un’auto al parcheggio scambiatore della Polveriera dove furti e atti vandalici sono all’ordine del giorno. L’auto per l’appunto di Angelo Mosca, 26 anni, consigliere del Gruppo Castellarano Bene Comune e presidente dello stesso consiglio comunale.

«Giovedì notte – ci racconta Angelo – sono rimasto a dormire a Reggio e ho parcheggiato l’automobile all’ex Polveriera, anche perché lavorando come operatore sociale alla Polveriera, mi risultava comodo. Venerdì mattina, la brutta sorpresa. Mi sono avvicinato all’auto e mi sono accorto subito che la serratura era stata forzata. Nell’abitacolo ho trovato solo una grande confusione ma non mancava nulla, quando ho però aperto il baule già pensando al peggio, mi sono accorto che erano sparite le mie due chitarre. È stato un colpo al cuore».

Più per il valore affettivo o economico? «Diciamo – prosegue Angelo – per entrambi i motivi. Le due chitarre valgono rispettivamente 500 e 300 euro. Certo, ce ne sono di molto più costose, ma quelle le avevo comprate una decina di anni fa quando da ragazzino avevo iniziato a suonare. E le avevo acquistate con i miei risparmi, mettendo da parte non senza fatica i soldi. Il valore affettivo quindi è immenso, vorrei proprio ritrovarle, fanno parte della mia vita».

Da qui l’appello lanciato da Angelo Mosca sulla sua pagina Facebook: «Se volete darmi una mano vi chiederei di condividere questo post. Se nelle vostre ricerche dell'usato digitale o in negozio doveste imbattervi in uno di questi prodotti, fatemelo sapere».

Poi la foto delle chitarre e la relativa descrizione. La prima – si legge nel post – è una chitarra acustica amplificabile Takamine serie G. Ampiamente decorata, nel corpo centrale della cassa campeggia la scritta “This machine kills fascists”. Su tutta la chitarra sono presenti decorazioni che si rifanno al mondo grunge anni '90. Comprensiva di custodia semi-rigida color grigio con zip rovinata sul fondo. La seconda è una chitarra elettrica Epiphone SG prophecy gx (diavoletto) colore rosso perlato e connettori in oro. Le viti per la tracolla sono stati modificati con viti bloccanti. Comprensiva di custodia rigida, esterno nero e interno rosso.

Fin qui l’identikit. Ora è lasciato al buon cuore o al buonsenso dei ladri decidere se fare in qualche modo ritrovare ad Angelo le sue amate chitarre o venderle pur sapendo che il loro valore affettivo super di gran lunga quello puramente economico.