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Reggio Emilia, ha un malore al campetto parrocchiale: muore poco dopo in ospedale

Corrado Iotti, 63 anni, ha avuto un attacco di cuore mentre giocava a calcio il 31 dicembre al circolo parrocchiale di San Silvestro, in via Gramsci a Mancasale. Disposta l’autopsia

REGGIO EMILIA. Una tranquilla partitella domenicale fra amici, per lo più pensionati, è stata interrotta da un’improvvisa tragedia: uno dei giocatori, mentre stava correndo, si è accasciato a terra accusando dei forti dolori al petto. Inutili i soccorsi degli amici e dei sanitari del 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, proseguiti per diverso tempo anche in ospedale, l’uomo è deceduto dopo poche ore.

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REGGIO EMILIA. Una tranquilla partitella domenicale fra amici, per lo più pensionati, è stata interrotta da un’improvvisa tragedia: uno dei giocatori, mentre stava correndo, si è accasciato a terra accusando dei forti dolori al petto. Inutili i soccorsi degli amici e dei sanitari del 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, proseguiti per diverso tempo anche in ospedale, l’uomo è deceduto dopo poche ore.

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È scomparso così, fra le lacrime dei compagni di sempre e della famiglia, Corrado Iotti, residente a San Michele della Fossa, a Bagnolo, morto il giorno di San Silvestro molto probabilmente per un attacco di cuore. Un malore imprevedibile, che non ha lasciato scampo al 63enne e che nessuno riesce a spiegarsi: il calciatore amatoriale non fumava, e a quanto risulta i suoi valori erano nella norma.

Tutto è successo attorno alle 11.40 di domenica al circolo parrocchiale di San Silvestro, in via Gramsci a Mancasale. È qui che Iotti si era ritrovato con gli amici di sempre per la tradizionale partita della domenica. Un appuntamento fisso che il gruppetto, composto da circa 25 persone, non mancava da anni. Tutto sembrava procedere come sempre, fra risate e corse da una porta all’altra, scherzando e chiacchierando del più e del meno.

Poi, all'improvviso, il malore. «Corrado è rimasto accasciato a terra dopo una scivolata – racconta l’amico Mauro Villa, uno dei calciatori in campo quel giorno – la domenica giocavamo assieme da anni, lui era in difesa, non so quante migliaia di partite abbiamo fatto. Quando abbiamo visto che era privo di sensi abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave. Assieme a un mio collega veterinario abbiamo provato a rianimarlo con il massaggio cardiaco e con la respirazione bocca a bocca, senza successo».

Una dinamica confermata anche da Baldino Bigi, storico arbitro reggiano, anche lui in campo quella mattina: «Io gli davo le spalle quando mi hanno urlato di fermare il gioco. Mi sono girato e ho visto Corrado a terra, è un grande dolore. È da tempo che lui e i suoi amici si ritrovano per queste partite della domenica».

Nel frattempo i soccorsi, allertati dai presenti, sono arrivati in via Gramsci con ambulanza e automedica. I sanitari del 118, verificate le gravi condizioni dell’uomo, hanno quindi provato a loro volta a rianimarlo per poi trasportarlo d’urgenza al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Qui, nonostante i tentativi dei medici, Corrado è morto dopo poche ore. Una tragedia sulla quale farà ora luce l’autopsia disposta sull’uomo e che probabilmente chiarirà le cause del malore.

Il 63enne, in quel campetto di Mancasale, era un ospite fisso. «Ogni domenica da anni – racconta Dante Toni, uno dei volontari della parrocchia che si occupa di curare l’impianto sportivo – vengono qui per fare due sgambate, una cosa amatoriale: non c’è coppa o premio, giocano tra di loro e basta. Sono molto triste per quello che è successo, purtroppo alle volte l’età fa dei brutti scherzi».

Tristezza condivisa anche da Villa, storico compagno di squadra di Iotti: «Era una persona sempre presente, scherzosa, un amico vero soprattutto e un uomo che conoscevo da moltissimo tempo. Ho perso una parte importante della mia vita, eravamo davvero molto legati. Ora siamo in attesa dell’autopsia per sapere quando ci saranno i funerali».

Corrado era conosciuto in tutta la provincia. Il suo lavoro di rappresentante di caffè, cessato qualche tempo fa quando era andato in pensione, gli aveva dato modo negli anni di conoscere moltissimi baristi e commercianti di tutto il territorio reggiano. E da tutti era apprezzato e stimato per le sue capacità professionali e la sua cordialità. Un lutto che colpisce però in primo luogo, oltre ad amici e colleghi, soprattutto i familiari dell’uomo: i suoi due figli e la moglie che, saputo del malore, si sono precipitati al Santa Maria Nuova solo per ricevere la terribile notizia. Si attende adesso l’esame autoptico e il nullaosta per poter organizzare i funerali.

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