Rinnovo del contratto Sciopero all’iper Ariosto

Ieri la protesta con volantinaggio degli addetti alla distribuzione cooperativa Chierici (Filcams Cgil): «Abbiamo chiesto la solidarietà dei consumatori»

REGGIO EMILIA. Un gruppo di 120 dipendenti con bandiere Cgil, megafoni e poliziotti e agenti municipali a vigilare sul presidio. Tanti i volantini distribuiti ai reggiani in procinto di entrare all’ipercoop Ariosto, numerosi in questi giorni di acquisti frenetici, che si sono visti consegnare brevi manu i volantini accompagnati da un invito: “Per favore non fate la spesa oggi all’Ariosto, siamo in sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro”. Si è svolta ieri mattina dalle 9.30 alle 12.30, davanti al centro commerciale Ariosto, la manifestazione di protesta degli addetti alla distribuzione cooperativa, in lotta per il contratto nazionale del lavoro che attende da quattro anni di essere rinnovato. Uno sciopero nazionale, che si è svolto in contemporanea in altre città.

«L’adesione al presidio è stata alta, hanno partecipato circa 120 lavoratori, per la stragrande maggioranza addetti Coop – spiega Luca Chierici della Filcams Cgil –. Abbiamo chiesto la solidarietà dei consumatori rispetto al motivo dello sciopero e molti clienti hanno mostrato sensibilità; alcuni hanno preso il carrello e sono tornati indietro». All’interno dell’ipermercato, a lavorare, erano presenti comunque dei dipendenti, che hanno assicurato l’attività. «Erano nuovi assunti o interinali, comunque precari – spiega Chierici –. Ci dispiace perché purtroppo significa che questi lavoratori hanno avuto poca scelta nel decidere se aderire oppure no. Sappiamo che la cooperazione in un caso ha anche raccomandato in modo esplicito agli interinali che avrebbero fatto bene ad astenersi dallo sciopero, tant’è vero che a livello nazionale la Cgil ha inviato una diffida stigmatizzando una serie di comportamenti che si sarebbero verificati in varie parti d’Italia». La protesta, prosegue Chierici, ha riguardato sia le imprese della distribuzione cooperativa che a Reggio la fa da padrona (Coop Alleanza in primis), sia le imprese della grande distribuzione privata associate a Federdistribuzione (nella nostra città marchi importanti come Esselunga, Zara ed Eurospar). Questi ultimi «hanno un patto diverso – spiega Chierici – ma anche per loro manca l’applicazione del rinnovo perché, sebbene il contratto nazionale sia stato rinnovato nel 2015, le imprese associate a Federdistribuzione semplicemente non lo riconoscono e non lo applicano, continuando ad attenersi all’accordo scaduto del 2011». Per la grande distribuzione cooperativa l’intesa manca «perché le richieste messe sul tavolo sono fortemente penalizzanti per i dipendenti: riduzione della paga oraria per tutto il personale; riduzione del 10% delle maggiorazioni del lavoro straordinario e festivo (che sono una fetta consistente per questo settore). Nonché altri due temi: la volontà di ridurre il pagamento dei primi tre giorni di malattia (che le imprese chiamano norma antiassenteismo, come se tutti quelli che si ammalano siano assenteisti) e, per i nuovi assunti, a parità di stipendio, la volontà di incrementare l’orario di lavoro».

Proposte, per la Filcams Cgil, irricevibili, che hanno determinato lo stallo delle trattative e il picchetto di ieri, non a caso sotto Natale. «Abbiamo scelto questo periodo perché lo sciopero deve servire a dare un segnale – conclude Chierici –. E non sarà uno sciopero spot. Se non si determineranno velocemente le condizioni per il rinnovo del contratto nazionale, le iniziative di mobilitazione continueranno nel corso del 2018. Continueremo a oltranza».