Reggio Emilia, IperCoop aperte il 24 e il 31 dicembre: scatta subito lo sciopero

Il 24 e il 31 dicembre gli iper Ariosto e Baragalla prolungano l’orario di lavoro. Intanto continua la protesta per il rinnovo del contratto scaduto da quattro anni

REGGIO EMILIA. Coop. Alleanza 3.0 decide di tenere aperto un’ora in più il 24 e il 31 dicembre l’iper dell’Ariosto e quello di Baragalla e i sindacati rispondono con uno sciopero di due ore. «Non è una ritorsione – spiegano i sindacati di categoria reggiani di Cgil, Cisl e Uil – ma un’azione conseguente allo sciopero di 8 ore, o per l’intero turno di lavoro, proclamato per venerdì 22 dicembre e al presidio previsto dalle 9.30 alle 12.30 davanti all’Ipercoop Ariosto, per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da quattro anni».

La mobilitazione riguarda i 2.500 lavoratori reggiani del settore commercio (di cui 1.400 dipendenti delle coop di consumo), mentre gli altri sono i lavoratori assunti nelle aziende che si riconoscono in Federdistribuzione come Esselunga, L’Affare, Eurospar, Zara, Gigante. Nel settore del commercio i contratti collettivi nazionali in vigore sono quattro, ma solo due sono stati rinnovati nel 2015: quello firmato da Confcommercio (che riguarda in particolare i piccoli negozi) e quello sottoscritto da Confesercenti (in cui si riconosce anche Conad).

Gli altri due che interessano le cooperative di consumo da un lato e alcuni grandi marchi dall’altro, paiono ancora lontani da una conclusione. Le cooperative di consumo vogliono chiudere un contratto di lavoro che abbia gli stessi costi del commercio privato, mentre il sindacato difende i diritti conquistati in questi anni, sottolineando che «la cooperazione non può godere di vantaggi e comportarsi però come un soggetto privato. Senza dimenticare che molti lavoratori sono anche soci».

La realtà è che tra le parti la distanza è abissale e a poco è servito l’erogazione da parte delle coop di consumo nella scorsa estate della “una tantum” di 200 euro ai lavoratori. E questo perché, sostengono ancora i sindacati, «Confcommercio ha firmato il contratto e ha iniziato a erogare gli aumenti dall’aprile del 2015». Il risultato è che i dipendenti delle coop hanno ricevuto 200 euro di aumento, quelli delle aziende di Federdistribuzione nulla mentre chi lavora nei piccoli esercizi e a Conad ha ricevuto nel frattempo oltre 1.700 euro di aumento.

«Un disparità incomprensibile», hanno sottolineato ieri Luca Chierici di Filcam- Cgil ed Enrico Gobbi di Fisascat- Cisl, chiedendo la riapertura delle trattative per rinnovare un contatto che a livello nazionale coinvolge 300mila lavoratori della grande distribuzione organizzata e 70 mila dipendenti delle cooperative di consumo. (r.f.)