La protezione civile compie vent’anni

Albinea, il gruppo locale in festa tra bilanci e nuovi progetti In azione durante tutte le ultime più gravi calamità naturali

ALBINEA. Vent’anni di attività al servizio del territorio, in compagnia di amici e di preziosissimi animali. È tempo di bilancio per il gruppo volontari di protezione civile di Albinea, che in queste settimane ha festeggiato i primi due decenni di lavoro, anticipati in estate con una grande festa al campo sportivo comunale approfittando della stagione calda. Ora, sotto le feste, i componenti dell’attuale consiglio direttivo riflettono sul cammino percorso da quando l’associazione è stata creata nel 1997 grazie a un’idea del fondatore Wolfram Grosset, sostenuto da una decina di amici e collaboratori. All’epoca la specialità della casa era il settore telecomunicazioni, necessario per fornire collegamenti a distanza fra le varie unità in caso di calamità ed emergenza.

Oggi una delle peculiarità del gruppo albinetano, inserito nel coordinamento provinciale di protezione civile e chiamato a operare in tutti i contesti problematici, è l’intervento assieme ai cani. La protezione civile di Albinea ha infatti a disposizione sei unità cinofile da soccorso brevettate per la ricerca dispersi in superficie, affiancata da una squadra di pronto intervento per rischio idrogeologico e da alcuni volontari formati per la lotta agli incendi boschivi.

L’associazione è stata chiamata a intervenite durante tutte le ultime calamità naturali, come ad esempio i terremoti in Abruzzo, Emilia e Marche, le alluvioni di Bomporto, Parma e Piacenza. Ha partecipato attivamente alle ricerche di persone scomparse in compagnia dei cani a disposizione dell’unità, animali preziosi spesso protagonisti anche di momenti formativi ed educativi con le scuole e con gli abitanti.

«All’interno del gruppo ci sono sempre più persone specializzate attraverso la scuola di formazione provinciale di protezione civile. Questo ci ha permesso di operare negli scenari di rischio idrogeologico, rischio sismico, incendio boschivo, radiocomunicazioni, logistica, gestione delle cucine e ricerca dispersi in superficie in ambiente non ostile con unità cinofile a discriminazione olfattiva», raccontano i volontari. E oltre ai momenti di criticità, sottolineano, ci sono appunto «progetti per le scuole primarie e secondarie che mettono al centro i ragazzi e il cane. Questi progetti hanno lo scopo di educare i giovani alla diversità, all’empatia e anche alla prevenzione da attacchi attraverso la conoscenza delle specie e dei loro modi per comunicare».

Adriano Arati

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