Esondazione nella Bassa: chiusa la falla sull'Enza. Continuano i soccorsi agli alluvionati

Mentre comincia la conta dei danni e infuriano le polemiche sulle responsabilità, proseguono i soccorsi alle 2mila persone sfollate e a chi, contravvenendo all'ordinanza di evacuazione, ha preferito rimanere nella propria casa

LENTIGIONE. Non fuoriesce più acqua dalle falle sull'argine che hanno provocato ieri l'esondazione del fiume Enza e si sta programmando lo svuotamento dell'area interessata dall'alluvione a Lentigione, frazione di Brescello. È quanto confermato nella riunione convocata in prefettura a Reggio Emilia, centro di coordinamento delle attività di soccorso.

Il giorno dopo la piena e le case allagate, con quasi 2mila persone sfollate tra Lentigione, frazione di Brescello allagata, e Santa Croce, sgomberata per precauzione dal sindaco di Boretto, è quello delle polemiche su chi doveva lanciare l'allarme e non lo ha fatto, sulla manutenzione degli argini, su ciò che si doveva fare per prevenire e non si è fatto. Ma è anche quello dei soccorritori ancora al lavoro per allontanare chi, contravvenendo all'ordinanza di evacuazione, ha preferito rimanere nella propria casa.

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Controlli anti sciacalli. Intanto i carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia, assieme ai militari del 5° reggimento carabinieri Emilia Romagna e i paracadutisti carabinieri del Tuscania giunti in rinforzo, hanno intanto intensificato i controlli anti sciacallaggio nelle aree della alluvione, compresa quella di Santa Croce, frazione di Boretto.

Ancora persone soccorse. Da quando si è aperta la falla nell'argine del fiume volontari e operai hanno lottato contro l'Enza. Prima con i sacchi di sabbia poi, quando la piena ha raggiunto Lentigione, mettendo in salvo le persone. Da ieri alle 5,30 la macchina dei soccorsi non si è fermata. Anche stamattina all'alba è stata portata via dalla sua casa una famiglia nella frazione di Brescello.

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Attesa per la conta dei danni. Solo quando l'acqua si sarà ritirata del tutto e la situazione sarà tornata in sicurezza, si potrà cominciare a pulire Lentigione dal fango e cominciare a contare i danni. Nei prossimi giorni le prime persone potranno tornare a casa e si capirà come procedere, anche nella richiesta di uno stato d'emergenza, preannunciata dalla Regione al premier Gentiloni, per ottenere aiuti per riparare i danni. «L'obiettivo che ci diamo - ha detto Giacomo Di Matteo, uno dei commissari prefettizi - è far trascorrere a tutti il Natale a casa».