Reggio Emilia, disposta l’autopsia sul corpo di Iotti

Sequestrate anche le cartelle mediche. Il fratello del 47enne morto nella Casa albergo: «Aspettava l’autobus, poi il malore»

REGGIO EMILIA. Sulla morte di Luciano Iotti, deceduto nella casa albergo Domenico Prampolini poche ore dopo la dimissione dal Santa Maria per un malore, è stato aperto un fascicolo. Viste le dinamiche del decesso il sostituto procuratore Giacomo Forte ha infatti disposto l’autopsia sul corpo del 47enne bloccando per adesso i funerali.

Fra gli esami disposti anche quello tossicologico che, probabilmente, permetterà di capire se ci sia un’eventuale correlazione fra il malore in piazzale Europa e la morte improvvisa nella struttura di accoglienza comunale, poche ore dopo.



Oltre al blocco della salma, in attesa del completamento di tutti gli esami, il sostituto procuratore ha deciso anche il sequestro delle cartelle mediche dell’ospedale che hanno registrato il ricovero e la dimissione di Iotti nella serata di lunedì. L’analisi dettagliata dei documenti aiuterà ad accertare se il decesso dell’uomo si sarebbe potuto evitare o meno e, attualmente, il reato che potrebbe essere ipotizzato è quello di morte in conseguenza di altro reato.

Mentre la giustizia fa il suo corso, per i parenti e gli amici di Luciano è invece il momento del lutto. Nato a Montecchio nel ’70, Iotti ha poi vissuto per anni nella Bassa lavorando per diverso tempo alla Corghi di Correggio.

Una vita purtroppo non sempre facile, fatta di difficili vicissitudini personali e scelte complicate.

Ma, nonostante tutto, fino al momento della morte non gli è mai mancato il supporto discreto ma costante dei familiari. A ribadirlo è lo stesso fratello, che ha appreso della morte di Luciano dai giornali.

«Capitava a volte – racconta – che dormisse fuori. Il giorno che ha avuto il malore stava alla stazione di piazzale Europa in attesa della corriera delle 18 per Casina, dove abitava assieme a noi. Stava bene, la mattina come sempre si era tagliato la legna da solo, un rituale quotidiano per lui».

Prima di riuscire a prendere l’autobus, però, Iotti si è sentito male e si è accasciato a terra, incosciente. Da lì il trasporto al Santa Maria, le dimissioni poco tempo dopo e l’arrivo nella casa albergo dove, nella notte, è deceduto probabilmente nel sonno.

«Anche se nella sua vita ha fatto delle scelta sbagliate e non era una persona facile – conclude il fratello – lo abbiamo sempre accolto e sapeva che non lo avremmo mai abbandonato. Ora per i funerali aspetteremo il nullaosta».