Vecchi: «Confronto e dialogo, le dobbiamo molto»

REGGIO EMILIA. «La notizia del trasferimento del questore della nostra città, dottoressa Isabella Fusiello, a Trieste e l'arrivo contestuale del questore di Ferrara, dottor Antonio Sbordone, a Reggio...

REGGIO EMILIA. «La notizia del trasferimento del questore della nostra città, dottoressa Isabella Fusiello, a Trieste e l'arrivo contestuale del questore di Ferrara, dottor Antonio Sbordone, a Reggio impongono alcuni ringraziamenti sentiti e non formali alla prima, e un sincero augurio di buon lavoro al secondo». Questo l’incipit del tributo arrivato ieri scritto dal sindaco di Reggio, Luca Vecchi. «La dottoressa Fusiello in questi anni è stata interlocutore istituzionale attento e sensibile; la sua capacità di integrarsi profondamente con la città, di viverla a pieno nel confronto e nel dialogo con le sue diverse componenti, sono stati – ne sono sicuro – apprezzati da tutti i reggiani. I fronti sui quali si è distinta sono stati molteplici: l'ordine pubblico e la sicurezza (in particolare in alcuni eventi di rilievo internazionale vissuti negli ultimi anni), la gestione del tema dei richiedenti asilo, il fattivo contributo al contrasto alle infiltrazioni mafiose. Reggio deve molto a Isabella Fusiello che, immaginiamo, rimarrà legata alla nostra città anche in futuro, data l'importante esperienza maturata in Emilia. Accogliamo in città il dottor Sbordone augurandogli sin da ora buon lavoro, garantendogli il massimo supporto da parte dell’amministrazione comunale – ognuno per le prerogative precipue fissate per legge – in tutte le circostanze nelle quali saremo chiamati al dialogo, al confronto e alla collaborazione». Anche il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, ha voluto salutare Fusiello. «Al questore Isabella Fusiello desidero esprimere l’autentico ringraziamento della comunità reggiana. Sotto la sua guida, in questi tre anni la questura di Reggio ha infatti rappresentato un punto di riferimento autorevole e credibile per i cittadini e le istituzioni. Lo è stata in una fase storica particolarmente complessa e delicata, a livello nazionale ed internazionale, quanto localmente, fortemente caratterizzata dall’inchiesta Aemilia. Anni difficili, nei quali la questura ha comunque sempre continuato a garantire sicurezza ad un territorio in profondo mutamento, perseguendo la tutela della legalità anche attraverso forme inedite come l’importante protocollo per il controllo di comunità sottoscritto a febbraio. Un impegno corale tra istituzioni che sono certo anche con il nuovo questore Sbordone potrà proseguire».