«Tagli ai fondi? Le biblioteche salve grazie ai Comuni»

Lo spiega Nico Giberti, coordinatore del sistema provinciale «Era a rischio l’eccellenza del servizio offerto ai cittadini»

REGGIO EMILIA. Il sistema bibliotecario reggiano può finalmente tirare un sospiro di sollievo. L’eccellenza del servizio offerto ai cittadini nella nostra provincia, riconosciuto a livello nazionale, è salvo dopo aver rischiato un pesante ridimensionamento a causa della legge 56/2014 che ha riformato le Province.

Nel 2015, infatti, l’intero sistema si era trovato a fare i conti con mancati trasferimenti statali pari a 100 mila euro. Solo grazie alla collaborazione tra il Comune di Reggio, gli altri comuni, la Provincia e l’Istituto per i beni culturali della regione, si è trovata la soluzione per superare la difficoltà. Il nuovo assetto operativo è stato stabilito in un incontro avvenuto qualche giorno fa tra Ibc e amministratori del territorio, con il fondamentale contributo degli assessori alla Cultura e dei bibliotecari dei vari municipi reggiani.

A raccontarci novità e conferme del sistema bibliotecario reggiano è Nico Giberti, sindaco di Albinea e coordinatore della Consulta delle Biblioteche di Reggio.

Regione, Provincia, Comuni e Ibc hanno lavorato a una nuova convenzione di durata triennale. Che cosa è stato deciso?

«Abbiamo condiviso il testo di una nuova convenzione per il triennio 2018-2020 e che dovrà essere approvata entro fine anno in tutti i consigli degli enti coinvolti. In pratica abbiamo trovato il modo di garantire continuità politica e tecnico-amministrativa al sistema bibliotecario reggiano, che rischiava davvero di doversi ridimensionare. Sarebbe stato un declassamento rispetto all’eccellenza odierna, che i cittadini avrebbero senz’altro percepito. I nuovi vertici di Ibc hanno riconosciuto questa nostra volontà di mantenere il sistema riconoscendo l’alto valore del servizio che offriamo».

Quali novità sono state introdotte?

«Non solo abbiamo evitato passi indietro, ma l’impegno che ci siamo dati è consolidare standard di livello europeo. Questo significa potenziare i servizi di altissima levatura che offriamo agli utenti. Ricordo che per noi reggiani le biblioteche fondono l’aspetto culturale alla funzione fondamentale di welfare locale».

Come avete rimediato al mancato trasferimento di 100 mila euro?

«I mancati trasferimenti dello Stato alle Province hanno privato il sistema bibliotecario reggiano di ingenti risorse, ma ancora una volta la stretta cooperazione tra enti è stata determinante. I singoli comuni continueranno a contribuire con una quota proporzionale, mentre la Regione premierà maggiormente i progetti di rete che noi già mettiamo in atto da tempo. Ci aspettiamo anche minori costi di gestione e manutenzione del sistema informatico grazie alla volontà di Ibc di farsi carico di queste funzioni».

Cos’ha rischiato il nostro sistema bibliotecario?

«I rischi erano molti: dover rinunciare a risorse umane competenti e dover ridimensionare i nostri servizi d’eccellenza che ci distinguono dalle altre realtà a noi vicine».

Come mai questo “salvataggio”? Merito di quei centomila utenti complessivi, con un milione e 500 mila prestiti all’anno?

«Di certo questi numeri ci soddisfano e ci incoraggiano a fare sempre meglio. Ma l’eccellenza non si misura solo con i prestiti. Oggi le biblioteche sono spazi accoglienti e aperti dove i cittadini si incontrano e socializzano. Hanno profili sui social in cui offrono informazioni e danno suggerimenti sulle letture. In pratica stanno diventando un punto di riferimento per le comunità. Non a caso sempre più eventi vengono organizzati al loro interno…».

Nonostante le difficoltà, infatti, le biblioteche continuano a organizzare iniziative frizzanti, come Bibliodays e Autori in prestito. I cittadini apprezzano?

«Molto. In biblioteca si possono incontrare autori, approfondire argomenti tematici, frequentare gruppi di lettura e tanto altro. Le iniziative dei Bibliodays, ad esempio, sono oltre 260 e si sviluppano nel solo mese di ottobre richiamando un buon pubblico non solo adulto. Siamo attenti alle esigenze di famiglie e bambini promuovendo la lettura anche tra i più piccoli».

In cosa ci differenziamo come sistema reggiano rispetto alle altre province emiliane?

«Noi offriamo il prestito interbibliotecario completamente gratuito, per esempio, e mettiamo in campo una catalogazione unica. Questo significa che un cittadino che cerca un libro e non lo trova nella biblioteca del suo comune, può richiederlo e passare a ritirarlo a distanza di due giorni. La cosa non scontata è che quel libro arriva senza costi per il lettore da una delle altre biblioteche della provincia».

Riusciremo a sviluppare altri progetti?

«Certamente e faccio un esempio concreto. Dall’esperienza tutta reggiana di Media Library On-line (Mlol) è nato Emilib, un portale digitale in cui è possibile reperire gratuitamente migliaia di e-book, audiolibri, quotidiani, riviste, file audio e documenti. Questo servizio oggi è fruibile per gli utenti delle province di Reggio, Modena, Parma e Piacenza. La novità e che anche Bologna ha espresso la volontà di farne parte. Questo ingresso porterà nuove risorse che amplieranno ulteriormente un’offerta già ricca».

Di cosa avrebbe bisogno il sistema bibliotecario reggiano?

«Ha bisogno che i tecnici e gli amministratori continuino a lavorare gomito a gomito per mantenere salda la rete che ci permette di essere un’eccellenza».

Martina Riccò

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