Tre indagati per la morte della barista di 29 anni

Carpineti: un uomo di Casina, un milanese e uno spacciatore di cocaina albanese sarebbero coinvolti nel decesso di Sara Teneggi

CARPINETI. Tre persone indagate per morte come conseguenza di altro delitto. È questa la svolta nelle indagini sul decesso della barista di 29 anni Sara Teneggi, trovata senza vita domenica pomeriggio 8 ottobre nella sua stanza.

I carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti, che stanno conducendo serrate indagini, coordinate dal pm Stefania Pigozzi, hanno individuato tre uomini che ritengono implicati nella morte della ragazza.


Giovedì i militari hanno arrestato un albanese di 36 anni, residente a Reggio, L.E. le sue iniziali, difeso dall’avvocato Matteo Iotti, perché trovato in possesso di 25 grammi di cocaina. Lo straniero, che è finito dentro per spaccio di droga, è accusato anche di morte come conseguenza di altro delitto in relazione al caso di Sara Teneggi. Nello stesso fascicolo sono finiti anche A. B., 35 anni, residente in una frazione di Casina e M. C., residente a Milano, di 43 anni.

L’albanese comparirà nei prossimi giorni davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto per la questione della detenzione di droga ai fini di spaccio: su questa vicenda indaga il pm Valentina Salvi.

L’albanese è stato fermato mentre si trovava nella sua auto, nella zona di via Papa Giovanni XXIII a Reggio. Gli inquirenti non hanno svelato gli elementi che li hanno condotti in città, ma è probabile che l’individuazione dello spacciatore sia avvenuta mentre si indagava sulla morte della barista.

Il riserbo è giustificato dal fatto che gli accertamenti dei militari non sono affatto finiti. Sono in corso controlli in varie località dell’Appennino, ad esempio sono state notate diverse pattuglie dell’Arma in una frazione di Toano.

Nei giorni scorsi era emerso che Sara Teneggi prima di morire era in compagnia di due amici. Si era detto che gli inquirenti volevano verificare eventuali omissioni di soccorso da parte di chi era stato con lei prima che la madre la trovasse, intorno alle 17, senza vita nella sua stanza.

Adesso invece si scopre che tre persone sono indagate con un’ipotesi più grave, quella solitamente contestata in caso di overdose mortale a chi ha ceduto la droga.

La procura ha disposto l’autopsia ed esami tossicologici sulla salma della ragazza per conoscere l’esatta causa della morte. Al momento, a quanto è dato sapere, l’overdose è solo un’ipotesi che deve essere verificata.

Sara Teneggi era nata e cresciuta nel carpinetano, nella zona di Bebbio, da cui proviene la sua famiglia. Nella montagna ha trascorso la prima parte della sua vita e qui aveva molte delle sue amicizie e dei suoi legami.

Negli ultimi anni si era trasferita in altre località reggiane, prima di raggiungere la madre a Pantano di Carpineti. Appassionata di musica, sorridente, voce gentile, era piuttosto nota anche per aver lavorato come barista in diversi locali, venendo a contatto con molte persone. «Ci rivedremo e sarà un giorno di musica e sole», ha scritto nei giorni scorsi un amico per salutarla.

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