«Karima infatuata dei riti mafiosi»

La donna non si trova. Il pentito: «Era l’amante-factotum di Blasco»

REGGIO EMILIA. La tunisina Karima Baachaoui, 34 anni, è latitante da quasi tre anni, cioè dal giorno del maxi blitz targato Aemilia. Un “fantasma” che ieri è “ricomparso” in aula attraverso le parole del pentito Valerio che ha descritto la bella nordafricana come ben calata nell’ambiente ’ndranghetistico. «Legata sentimentalmente a Gaetano Blasco, ne era anche il factotum dal 2003 – entra nel merito – e quando si facevano le riunioni nel capannone di Blasco lei c’era sempre, del resto gli gestiva tutto, aveva l’accesso ai conti, suggeriva cose al commercialista». Un’amante-braccio destro «a cui Blasco aveva intestato delle società – prosegue Valerio – e lei non esitò a infilare nel baule della sua macchina le armi che avevamo impacchettato nel capannone, per poi portarle nel suo garage. Era solidale con noi, al corrente di cosa si faceva: false fatture, usura, estorsioni. Ci teneva molto – conclude – che Blasco prendesse il grado (arriverà sino al “quartino”, ndr), lei era infatuata dei riti della ’ndrangheta, si informava su Google».