Quel muro dai mille problemi

Viale Ramazzini resta ancora spezzata a metà, più complessi del previsto i lavori per riaprire la strada

REGGIO EMILIA. A volte basta poco per creare un ghetto. Poco come un muro lungo qualche metro. È il caso di viale Ramazzini, tagliata in due da un troncone in mattoni innalzato negli ultimi anni della giunta Spaggiari approfittando di alcuni fondi ministeriali. Una decisione che, praticamente da subito, ha scatenato le critiche dei residenti di Santa Croce che, a ragione, temevano che il quartiere diventasse troppo isolato e degradato. Da allora tutti i sindaci che si sono succeduti hanno di volta in volta promesso di abbatterlo, senza mai farlo. Il muro è sempre rimasto lì, imperterrito, protetto da una selva di norme di sicurezza, procedure burocratiche e difficoltà tecniche.

Attualmente della demolizione del muro della discordia si stanno occupando l’assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio Alex Pratissoli e l’architetto comunale Massimo Magnani. Il progetto, infatti, secondo l’amministrazione sarà finanziato grazie ai 18 milioni di euro che costituiscono la quota che spetta al Comune nel bando nazionale per il recupero delle periferie. Lo stesso bando in cui ci sarebbero anche i soldi per realizzare l’impianto Indoor di atletica da ricavare ristrutturando uno dei capannoni delle ex Reggiane. Insomma, i fondi ci sarebbero anche ma i lavori sono tutt’altro che semplici. La complessità tecnica dell’abbattimento, infatti, è legata alle norme di sicurezza ferroviaria che imporrebbero di ridurre al minimo i passaggi a livello e di farli solo in casi strettamente necessari, soprattutto quando si è nelle aree di manovra delle stazioni.

E quella di Reggio Emilia ha un’area di manovra che si estende da Santa Croce fino a Ospizio. Oltre alle questioni amministrative ve ne sono poi anche altre più pratiche.

I binari hanno un elevato dislivello rispetto al manto stradale dovuto a un rincalzo fatto proprio dopo la chiusura del passaggio a livello. Il progetto dovrà dunque trovare una soluzione o per abbassare la ferrovia o per alzare la strada. Ripristinare il passaggio a livello come era prima o adattarlo in modo da favorire un transito razionale delle macchine non è questione semplice quindi.

Certo, volere è potere e non è credibile pensare che l’abbattimento di un muro di qualche metro sia un’impresa impossibile per un’amministrazione comunale.

Quello che andrà evitato, piuttosto, è che viale Ramazzini diventi una scorciatoia troppo comoda rispetto alla circonvallazione, finendo per creare più problemi rispetto ai quelli che c’erano prima. Il piano quindi nelle intenzioni della Giunta sarebbe quello di riaprire la strada a senso unico solo in direzione di ingresso nel centro storico, aumentando comunque il passaggio delle auto e abbattendo la percezione di insicurezza causata dall’isolamento della zona.

I soldi ci sono, le idee pure e anche i progetti. Ma il muro intanto resta ancora lì, assieme al ghetto che ha creato. (l.g.)

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