La Statale di Milano a Brescello per studiare il fenomeno mafia

La Cgil commissiona all’università un’indagine sulle infiltrazioni della ’ndrangheta in Comune Il lavoro sarà realizzato dallo staff che fa capo a Nando Dalla Chiesa, la supervisione sarà sua

BRESCELLO. Una ricerca su Brescello per capire come il fenomeno della ‘ndrangheta sia stato percepito dai cittadini. È quanto ha commissionato la Cgil reggiana all’Università Statale di Milano, che nelle prossime settimane avvierà questa indagine con l’obiettivo di capire come siano stati elaborati i fatti degli ultimi anni, che hanno portato prima al commissariamento e poi allo scioglimento del Comune di Brescello.

L’annuncio è stato dato lunedì sera dal segretario Guido Mora in occasione della presentazione del libro della giornalista Rossella Canadé “Fuoco criminale - La ‘ndrangheta nelle terre del Po. L’inchiesta”. Il lavoro è in corso di definizione e verrà condotto dallo staff di collaboratori di Nando Dalla Chiesa, che fornirà la sua supervisione.

Questo studio seguirà in qualche modo la falsariga di quello commissionato nei mesi scorsi da Legacoop, che aveva come focus l’infiltrazione della malavita nelle attività produttive e nel mondo della cooperazione, ma avrà un obiettivo totalmente diverso: capire in che modo i cittadini percepiscono il fenomeno della ‘ndrangheta. Un tema sicuramente spinoso e che non sarà di facile analisi in quanto il paese rivierasco non ha ancora “elaborato” le motivazioni che hanno spinto il ministero dell’Interno a sciogliere il Comune dopo il caso Coffrini.

La stragrande maggioranza della popolazione, infatti, ancora oggi sminuisce le ragioni illustrate nelle relazioni firmate prima dal ministro Alfano e poi dal ministro Minniti e ritiene che il paese sia stato capro espiatorio di una sorta di “complotto” ordito nei confronti di un piccolo paese, per evitare di andare a colpire realtà più in vista e più influenti.

Inevitabilmente questo studio richiesto dalla Cgil andrà a ripercorrere la storia più recente di Brescello e analizzerà anche il fenomeno migratorio di cui il paese è stato meta: moltissimi cittadini provenienti dalla Calabria si sono infatti trasferiti in riva al Po e tra questi vi sono stati anche personaggi per i quali sono stati dimostrati inequivocabili collegamenti con la ‘ndrangheta.

Saranno dunque tante le domande che i ricercatori porranno ai cittadini, e c’è da scommettere che non mancheranno risposte “interessanti”. Non va dimenticato, infatti, che proprio da una risposta dell’ex sindaco Marcello Coffrini alla web tv Cortocircuito (“Francesco Grande Aracri? Una persona tranquilla”) si scatenò tutto il caos che portò poi allo scioglimento.

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