Inizia la demolizione del Poggio, discoteca amata da generazioni

Casalgrande: ruspe in azione, nasceranno ville e palazzine Per decenni è stato luogo di divertimento dell’area ceramica 

CASALGRANDE. Addio definitivo al Poggio 70, per decenni luogo di divertimento e di memorie per i ragazzi della zona ceramiche. In questi giorni iniziano i lavori di abbattimento del complesso di Veggia, che ha ospitato piscina, ristoranti e discoteche, sul piccolo colle fra via Cave e via Toscanini. L’area era ormai in pessime condizioni, il degrado era aumentato progressivamente con il passare degli anni e l’abbandono dopo la cessazione delle varie attività ricreative. Ora verrà trasformata in una zona residenziale, con diversi lotti di abitazioni, fra palazzine e villette.

La prima fase dell’opera è la demolizione completa delle mura esistenti, curata da un’azienda specializzata di Castellarano, che con ruspe e gru prima raderà al suolo il grande edificio sopraelevato, poi provvederà agli scavi per le gettate delle nuova fondamenta. È davvero un piccolo pezzo di storia, quello che saluta; storia condivisa non solo per Veggia e Casalgrande, ma anche per Castellarano, Sassuolo e per tutta la vallata reggiana e modenese attorno al corso del Secchia. Partito come piscina con sala da ballo per il liscio, dagli anni ’70 ha avuto tante vite: la scuola di danza, quella di pattinaggio a rotelle sulla pista e le varie piscine, una interna e una esterna, in cui si tenevano i corsi di nuoto della zona. La vasca interna era una delle prime presenti nel comprensorio ed ospitava lezioni di ragazzi di tanti Comuni, avvantaggiata anche dalla profondità di quattro metri che permetteva anche attività ulteriori. Negli anni '90 una delle grandi attrattive era il “Kelly”, ristorante-discoteca fra i più conosciuti fra Reggio e Modena con tantissime cene e feste di compleanno, uno dei principali luoghi da “baracca” del decennio. Con il nuovo millennio e la chiusura del locale, l'area è stata prima usata come circolo ricreativo e sede delle tombolate di Veggia. Alla fine, l’abbandono definitivo, sino a finire al centro di un progetto di riqualificazione per trasformarla in una zona residenziale.

Negli ultimi anni è finita al centro di diversi episodi di cronaca nera, dagli incendi ai furti di rame e infissi ormai inutilizzati: un “classico”, quest’ultimo, perché tantissimi edifici non più utilizzati sono stati depredati dei filamenti di rame presenti nelle conduttore elettriche.

Per ricordare invece il periodo migliore e più solare del Poggio, pochi mesi fa un gruppo di abitanti di Veggia e Casalgrande aveva organizzato una festa dentro al locale. Un momento di ritrovo non formale che, con il passaparola, ha visto partecipare più di duecento persone per una cena in piedi, musica, balli e l’inevitabile momento revival: i partecipanti hanno portato vecchie foto scattate al Poggio nel corso dei decenni, da vedere per l’ultima volta nel loro “luogo d’origine”. Perché quella, e ora c’è la conferma, era proprio l’ultima volta lì. (adr.ar.)

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