Aemilia, l’avvocato Comberiati lascia il processo

Il legale, tirato in ballo dal collaboratore per la lettera a Vecchi: «È un massacro, mi difenderò»

REGGIO EMILIA. «Mi ero illuso di aver chiuso con una vicenda dolorosa dal punto di vista umano ma vengo di nuovo chiamato in causa da un collaboratore di giustizia che, mio malgrado, mi tira in ballo rispetto a una vicenda processuale per la quale sono stato assolto perché il fatto non sussiste». Così l’avvocato Luigi Comberiati ha esordito ieri nell’aula del processo Aemilia per annunciare la rinuncia al suo mandato difensivo per quattro imputati dopo le dichiarazioni di Antonio Valerio. Come scritto nei giorni scorsi, secondo il pentito Valerio, Pasquale Brescia e Gianluigi Sarcone, insieme all’avvocato Luigi Comberiati e a una collega «hanno architettato un complotto per ricattare il sindaco Luca Vecchi, per costringerlo a prendere le parti dei cutresi detenuti in Aemilia».



Il riferimento è alla famosa lettera di Brescia, recapitata dall’avvocato alla redazione del Carlino Reggio. I due sono finiti a processo, per minacce, e sono stati assolti. Comberiati, dopo aver lasciato una prima volta il dibattimento, era tornato a seguito di quell’assoluzione. «Non entro nell’argomento di come queste notizie abbiano raggiunto il dominio pubblico – ha detto ancora il legale – Però ritengo, signor presidente, che un processo debba essere un processo e non un massacro. La mia funzione giurisdizionale, la mia serietà ma soprattutto la mia tranquillità sono minate. Per tali ragioni signor presidente a questo gioco non ci sto. Naturalmente tutelerò le mie ragioni nelle sedi più opportune. Pertanto formalizzo la mia rinuncia ai mandati». (j.d.p.)