Martedì parla in aula il processo si allunga

REGGIO EMILIA. Martedì ci sarà la prima di una serie di udienze che potrebbero imprimere una svolta al processo Aemilia. Una considerazione che parte dei 18 verbali depositati nel processo, che...

REGGIO EMILIA. Martedì ci sarà la prima di una serie di udienze che potrebbero imprimere una svolta al processo Aemilia. Una considerazione che parte dei 18 verbali depositati nel processo, che contengono le rivelazioni fatte da Antonio Valerio, collaboratore di giustizia che parlerà davanti ai suoi ex sodali. Sarà il momento per svelare diversi retroscena. I verbali con gli interrogatori che i pm antimafia Marco Mescolini e Beatrice Ronchi hanno depositato nell’aula di Aemilia, erano il primo primo passo per poi far deporre Antonio, anch’egli imputato del maxi processo e da alcuni mesi collaboratore di giustizia. E martedì prossimo, da ndranghetista pentito, il 50enne comincerà a testimoniare in udienza. Circostanza che sta facendo tremare molti imputati, tutti inquadrati nelle gerarchie e negli affari criminali da Valerio, le cui affermazioni sono in attesa di ulteriori indagini per essere valutate se vere o false. Il terreno preparato dai collaboratori di giustizia è spesso tortuoso, tra memorie errate, eventuale opportunismo e voglia di accondiscendere le procure per cavarsela con uno sconto di pena. Il lavoro portato avanti dai pm del processo Aemilia è però concreto e profondo. Da mesi lavorano con Valerio, uomo emblema del processo, perché riassume in sé la narrazione del processo. Un giovane cutrese salito e radicatosi a Reggio Emilia, dove fa il muratore cercando soldi e potere nella ’ndrangheta, alla quale è affiliato con l’alto grado di quartino. Valerio ha un intreccio criminale con Reggio Emilia che affonda agli anni Ottanta.

Nelle previsioni occorreranno più udienze per completare la sua testimonianza, dato che dopo le domande dell’accusa poi sarà la volta del controinterrogatorio da parte dei difensori. (e.l.t.)