Crac Ifir, Imu non versata per 1 milione

Il Comune pretende la somma dal fallimento della Main Real Estate, ditta dell’ex impero del costruttore Antonio Rizzo

REGGIO EMILIA. È salatissimo il conto per il comune di Reggio Emilia in capo ai fallimenti e ai crac cooperativi che hanno colpito le aziende locali. Il caso più eclatante per importo rispetto alle procedure avviate in questi giorni per riavere quanto spetta all’ente, è quello della Main Real Estate, società fallita nel gennaio di quest’anno e già all’interno delle partecipazioni di Ifir Holding Srl, a sua volta fallita nel 2011, rinomata immobiliare dei fratelli cutresi Antonio e Carlo Salvatore Rizzo. Dal crac della holding sono derivate altre procedure a cascata, con strascichi anche per quanto concerne poi gli insoluti con la pubblica amministrazione quando si tratta di debiti tributari e imposte, le prime a saltare solitamente quando le aziende si avvicinano al default. La Main Real Estate, secondo la delibera della giunta, è debitrice nei confronti del comune di Reggio per una cifra pari a 942mila euro. Di questi 923mila per omesso pagamento dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili, per gli anni che vanno dal 2009 al 2017, quindi per anni precedenti alla recente dichiarazione di fallimento. Altri 20mila euro circa riguardano sanzioni amministrative derivanti dal mancato pagamento di rate per oneri di urbanizzazione relativi al permesso di costruire. Già l’anno scorso, a distanza di cinque anni dal crac della capogruppo Ifir, un altro fallimento è stato dichiarato sempre in capo ad Antonio Rizzo, volto conosciuto della piazza reggiana, imprenditore immobiliare che opera da Reggio fino in Versilia. Nel 2015 era fallita la Rizzo Srl Costruzioni Generali, società a fine corsa dopo la sentenza emessa dal giudice Virgilio Notari che ha nominato Bruno Bartoli - come nel caso della Ifir - quale curatore del procedimento. Rizzo è un imprenditore dell'edilizia reggiana. Cutrese di origine, classe 1966, è stato il numero uno dell'Aier, associazione di imprenditori in parte schiacciati poi dallo scoppio della bolla immobiliare e nella quale si affacciarono personaggi come Antonio Gualtieri, quest'ultimo imputato nel processo Aemilia, condannato a 12 anni di reclusione. Rizzo non ha mai avuto problemi di sorta sul fronte giudiziario. La difficoltà sono invece di natura imprenditoriale, come si evince dalla nuova sentenza del tribunale fallimentare. Nel 2010 la Rizzo Costruzioni Generali era stata appena costituita e aveva stipulato 5 contratti d'appalto per lo svolgimento di lavori in edilizia in nove cantieri a fronte di un corrispettivo totale pari a 4,9 milioni di euro. A fine dell'anno risultavano già avviati i lavori in 4 di quei cantieri. Ma la girandola di fallimenti nell'edilizia reggiana stava avendo già i suoi primi effetti evidenti. La stessa ditta di Rizzo subì il blocco di alcuni lavori perché fallì la Ifir, scatenando un effetto domino.

Enrico Lorenzo Tidona