Punto nascite, scatta lo stop “estivo”

Castelnovo: domani la chiusura. Il reparto riaprirà il 16 ottobre, ma prosegue l’attività di monitoraggio delle gravidanze

CASTELNOVO MONTI . Scatta domani, la sospensione dell’attività del punto nascite di Castelnovo Monti.

Un provvedimento preannunciato, nell’ambito del piano di riorganizzazione temporanea e straordinaria della rete ospedaliera dei Punti Nascita per il periodo estivo, e che vedrà la riapertura del reparto dal 16 ottobre, ma ovviamente qui il provvedimento, che ha già visto un mese di chiusura all’ospedale Franchini di Montecchio e un mese al Magati di Scandiano, suscita maggiori timori per il dibattito, che prosegue ormai da anni, sul futuro dell’Ostetricia appenninica.

«In questo periodo _ spiega la nota dell’Ausl che annuncia la chiusura temporanea _ proseguiranno inalterate le attività ambulatoriali e consultoriali».

Infatti, fanno sapere dall’Ausl «durante il periodo di sospensione dell’attività il personale ostetrico dell’ospedale di Castelnovo Monti proporrà alle donne in gravidanza del distretto, nel rispetto della libertà di scelta dell’ospedale in cui partorire, un percorso di accompagnamento, prospettando come alternative gli ospedali della provincia (Reggio Emilia, Montecchio, Scandiano) o delle provincie limitrofe (ad esempio, Sassuolo)».

Alle donne interessate sarà cioè proposta una visita al reparto dell’ospedale scelto. Una volta scelta la sede, la donna verrà presa in carico e tutta la documentazione sanitaria relativa alla gravidanza sarà consegnata all’ospedale dove avverrà il parto. Ma all’ospedale montano, come negli altri ospedali durante il periodo di chiusura del punto nascita proseguirà comunque l’attività di monitoraggio delle gravidanze e le attività clinico-assistenziali consultoriali e ambulatoriali. «Il personale medico, infermieristico e di supporto dei punti nascita, durante il periodo di chiusura, manterrà alcune funzioni di monitoraggio e di accoglienza nel presidio temporaneamente chiuso e andrà a rinforzare almeno in parte gli organici degli altri punti nascita», spiega l’Ausl.

Una situazione sulla quale interviene anche il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, Enrico Bini: «Innanzi tutto credo sia importante sgombrare il campo da dubbi: abbiamo tutte le garanzie che, come avvenuto per Montecchio e Scandiano, il 16 ottobre, tra un mese, il punto nascite di Castelnovo Monti riaprirà regolarmente. In questo periodo estivo ormai a conclusione, è inoltre proseguito il lavoro che stiamo portando avanti, insieme alle realtà sociali e politiche del territorio e ai Comitati pro ospedale Sant’Anna, a sostegno della richiesta di deroga per il punto nascite dell’Appennino, già presentata dalla Regione al Ministero della Salute. Siamo fiduciosi che ci siano basi importanti e assolutamente concrete affinché questa richiesta possa ottenere riscontri positivi: come abbiamo già anticipato, siamo eventualmente pronti a partecipare anche economicamente agli interventi che saranno necessari per portare il livello di sicurezza del nostro reparto di ostetricia, già oggi elevato, pienamente rispondente alle ultime indicazioni in materia, e restiamo fermamente convinti della validità della “copertura” territoriale diffusa per i servizi sanitari essenziali, che è stata alla base dell’organizzazione della rete ospedaliera provinciale negli anni».

Conclude Bini: «Abbiamo però bisogno che venga illustrato nei dettagli il progetto complessivo che riguarda lo sviluppo e il futuro dell’ospedale Sant’Anna nel prossimo futuro: nei mesi scorsi sono stati annunciati investimenti importanti, più di 3 milioni di euro per interventi di miglioramento della struttura, in particolare del Pronto soccorso, l’attività chirurgica, generale e specialistica, e di altri reparti quali cardiologia, ortopedia, urologia, otorinolaringoiatria. Un progetto che dovrebbe riguardare anche un aumento dell’organico, e che era annunciato in via di definizione da parte della Regione Emilia-Romagna insieme alla Conferenza socio-sanitaria e le aziende sanitarie. Ora crediamo sia il momento di fornire aggiornamenti e dettagli su questi interventi».