Reggio Emilia, i nodi che deve sciogliere il sindaco Vecchi

Finite le ferie la Giunta si sta preparando per la seconda metà di mandato. Tante le questioni aperte. La Gazzetta le sintetizza assessore per assessore

REGGIO EMILIA. Un sindaco, otto assessori e due partiti di sinistra. Questa è la giunta di Luca Vecchi che dal 5 giugno 2014 governa su Reggio Emilia. Lavoro e investimenti in cultura, innovazione tecnologica, sicurezza e contrasto alle mafie le priorità dell’ex capogruppo del Pd durante la campagna elettorale. In due anni, in una realtà profondamente cambiata dal processo Aemilia e dal fenomeno immigrazione, qualcosa è stato fatto. Ma restano ancora molte le questioni da chiudere prima di tornare al voto nel 2019. E, nello stilare un elenco di quelle principali, conviene partire proprio dal sindaco.

LUCA VECCHI. Con circa 46mila voti ottenuti Luca Vecchi è il primo cittadino di Reggio Emilia, con delega a Cultura e Sport. E il primo problema che dovrà affrontare nei prossimi due anni sarà politico: la convivenza con Articolo 1 – Mdp. Due i membri della sua squadra (Tutino e Sassi) che hanno fatto il salto e sono passati in Articolo 1, senza contare i due consiglieri comunali Lanfranco De Franco e Salvatore Scarpino. Fino ad ora l’alleanza, giurata e sbandierata più volte da entrambi i fronti, ha retto. Ma non è detto che gli equilibri restino sempre questi, soprattutto in vista delle prossime elezioni e della frattura sempre più netta a livello nazionale fra Pd e scissionisti. Tenere uniti tutti i fili si prospetta essere compito non facile.


Vi è poi la questione sport. Qui il nodo maggiore è lo stadio storico della città, il Mirabello. L’intenzione più volte annunciata sarebbe quella di trasformarlo nella “futura casa” di tutto lo sport reggiano. Una “missione” che sarà affidata ai gestori dell’impianto che vinceranno il bando della Fondazione dello Sport. Bando che, secondo quanto stabilito, dovrà uscire proprio entro fine agosto.

E si dovrà attendere per sapere se i nuovi inquilini saranno il calcio femminile, il Conad Rugby Reggio o altre società sportive. Sulla cultura è in gestazione il progetto multimilionario del Ducato Estense. Con gli oltre dieci milioni di euro finanziati dallo Stato nelle intenzioni del sindaco vi è quella di riqualificare la Reggia di Rivalta, diverse piazze del centro storico, la passeggiata ducale e il Mauriziano. Ma per i primi tagli dei nastri si dovrà attendere probabilmente la fine del 2018.

E questo riporta a un’altra problematica “culturale”: l’assenza di un assessore specifico per questo ambito. Due anni e mezzo fa sembrava infatti che la titolarità della Cultura nelle mani del sindaco fosse provvisoria, in attesa di trovare un candidato di spessore adatto. E oggi sono in molti a pensare che, forse, questo settore meriterebbe una figura che se ne occupi a tempo pieno. Infine una tematica più ampia che riguarda la gestione globale della complessa e farraginosa burocrazia comunale. La presenza di un “city manager” che tenga le fila di bandi, appalti, commissioni e faccia da raccordo fra i vari ambiti dell’amministrazione.

Con il potere di decidere prima che si verifichino situazioni di criticità come, ad esempio, le piante secche in città. Della creazione di una qualifica di questo tipo si era parlato in passato senza, ad oggi, decisioni concrete.

MATTEO SASSI. Vicesindaco e assessore al Welfare con delega a Economia solidale, Politiche sociali, sanitarie e del lavoro, Diritto alla casa, Centri sociali, Affari generali e Protezione civile, Matteo Sassi è uno dei due Mdp della Giunta. A lui spetta una delle tematiche più spinose, quella dell’immigrazione. Quello che ci si aspetta dall’ex SI non è tanto la gestione dei richiedenti asilo, competenza delle cooperative vincitrici, quanto piuttosto del rapporto con i cittadini. Suo è il ruolo di raccordo fra gestori e reggiani e il compito di evitare quelle situazioni da “nessuno ci ha avvisato che sarebbero arrivati dei profughi” tanto spesso lamentate dai residenti. Altro tema è quello degli sfratti, oltre quota cinquecento nell’ultimo anno. Su questo fronte Sassi, ad esempio, ha già attivato uno sportello di ascolto direttamente all’interno del tribunale ma i numeri sono tutt’altro che rassicuranti. Infine, vista la delega alle politiche sanitarie, tra i grandi progetti da completare vi è il Mire, la struttura che ospiterà tutti i reparti ospedalieri che hanno a che fare con la maternità e l’infanzia.

RAFFAELLA CURIONI. Di educazione e conoscenza, assieme alle deleghe a Nidi e scuole dell’infanzia, Scuole primarie e secondarie di primo grado, Creatività giovanile e Università si occupa invece Raffaella Curioni. E uno degli impegni presi riguarda proprio la creatività. L’obiettivo, tutto ancora da realizzare, è quello di creare una rete di creativi e degli spazi aperti e diffusi in relazione fra loro, capaci di supportare l’inventiva reggiana. Di sua competenza anche il “Sistema Reggio Children” e il suo futuro nell’affrontare i radicali cambiamenti sociali.

SERENA FORACCHIA. Assessore alla Città internazionale, di Serena Foracchia sono anche le deleghe alla Progettazione europea per le strategie di sviluppo, Promozione della città, Relazioni internazionali, Diritti di cittadinanza, Città interculturale.

È lei la pupilla di Vecchi che, non lo ha mai nascosto, punta molto sulla diffusione all’estero del “marchio” Reggio Emilia per attrarre nuovi investitori, ma si dovrà occupare anche dei Giochi internazionali del Tricolore, previsti per l’estate 2018. Non ci sono però solo gli incarichi “di pregio”. Della Foracchia è anche il gravoso compito dell’integrazione fra le comunità di stranieri. Ci è riuscita?

NATALIA MARAMOTTI. Suo uno degli incarichi più complessi, quello alla sicurezza della città, oltre che alla Cultura della legalità e città storica con delega a Commercio e attività produttive, Sicurezza e legalità, Pari opportunità e Personale. Il membro della giunta Vecchi più criticato dai comitati di cittadini, si trova a dover fronteggiare l’argomento più delicato in questo periodo storico. Il nodo principale che dovrà tentare di sciogliere, almeno in parte, è quello della zona stazione perché la nuova piazza e le fioriere non hanno convinto i residenti.

In questo senso appartiene alle sue deleghe la questione dello spostamento in via Turri del comando della polizia municipale, ancora tutto da progettare e concretizzare. Visti i suoi incarichi al commercio e alla città storica si trova poi a dover combattere contro l’abbandono del centro da parte di molti negozi, ridotti ormai all’osso dalla crisi e dalla fuga dei reggiani nelle periferie della città. Infine la questione del turismo, ambito dove Reggio Emilia è ancora agli ultimi posti in regione.

DANIELE MARCHI. Neo assessore al bilancio dopo l’uscita di Notari, Marchi è responsabile anche di Patrimonio pubblico, Partecipate e sviluppo economico con delega a Tributi ed Entrate, Valorizzazione del patrimonio, Governance delle partecipate, coordinamento delle politiche e delle progettualità per lo sviluppo economico. Primo punto spinoso è la liquidazione di Reggio Emilia Innovazione, con le opposizioni in consiglio comunale, che hanno già annunciato un esposto pronto per la Corte dei Conti. Altro progetto di rilievo, annunciato per settembre, sono le modifiche statutarie alle partecipate del Comune. Con le quali, secondo Marchi, si darà una bella sforbiciata.

VALERIA MONTANARI. È Valeria Montanari l’assessore reggiano all’Agenda digitale, partecipazione e cura dei quartieri con delega a Innovazione tecnologica, Semplificazione amministrativa, Trasparenza e comunicazione, Processi partecipativi, Decentramento, Manutenzione del territorio. Sarà suo compito portare avanti e implementare il progetto “Quartiere bene comune” che ad oggi conta la realizzazione di 9 accordi di cittadinanza. Ancora lontano a vedersi invece l’annunciato orto urbano sul Gasometro per riqualificare l’area, ora ancora chiusa per problemi antincendio. Infine fra le cose iniziate e da concludere c’è il cantiere dei Chiostri di San Pietro, per la costruzione del Laboratorio Aperto.

ALEX PRATISSOLI. A Pratissoli sono stati affidati gli incarichi fra i più rilevanti di questa giunta. Suo è infatti l’assessorato alla Rigenerazione urbana e del territorio con deleghe a Pianificazione urbanistica del paesaggio, Progetti urbani, Patrimonio edilizio. Che si traduce in una serie di grossi cantieri. Primo fra tutti quello della riqualificazione delle Reggiane, la cui conclusione (Iren rinnovabili permettendo) non si vedrà prima di parecchio tempo. Legato alle ex Officine il progetto per Santa Croce, con la trasformazione di piazzale Europa e l’annunciato abbattimento del muro di viale Ramazzini. Infine l’attuazione pratica della legge regionale sulle slot machine che, da normativa, non potranno più stare vicino a luoghi pubblici sensibili.

MIRKO TUTINO. Ultimo ma non per importanza l’Mdp Mirko Tutino, assessore a Infrastrutture del territorio e Beni comuni con deleghe ad Ambiente, Mobilità, Infrastrutture e Lavori pubblici, Politiche energetiche. Il caso più recente che dovrà gestire sarà quello dei parcheggi in via Emilia San Pietro, criticati da molti sul piano pratico ed estetico. Da avviare e concludere anche la pedonalizzazione del centro storico che, secondo programmi, dovrebbe partire nelle prossime settimane mentre più complessa è la questione dell’inquinamento dell’aria. Tema nel quale la città Reggio Emilia continua a far registrare sforamenti e pessimi valori. Un ultimo nodo: e la Mediopadana?