Soldi falsi, stampatore condannato

Un anno e otto mesi al 42enne: pena più dura rispetto a quella chiesta dal pm

REGGIO EMILIA. Condanna più severa di quella richiesta dalla procura è stata emessa ieri dal giudice Luca Ramponi nei confronti del nigeriano 42enne che aveva allestito una tipografia per stampare false banconote in casa.

È stato infatti condannato ad un anno e otto mesi di reclusione (quattro mesi in più rispetto alla richiesta del pm Roberto Belforti) relativamente a due reati contestati, cioè falsificazione di monete e furto di energia elettrica (identificato nella sua abitazione l’allaccio abusivo). Mentre è stato assolto dalla terza accusa, cioè detenzione di banconote falsificate (10mila euro in tagli da 50 e 100 euro): accolta, in questo caso, la tesi dell’avvocato difensore Vainer Burani che nell’arringa ha parlato di «falso talmente grossolano da non poter trarre in inganno». Il nigeriano resta agli arresti domiciliari con divieto di comunicazioni con l’esterno.

I controlli dei carabinieri sono scattati dopo che martedì scorso il nigeriano aveva speso due banconote da 50 euro, ottenendo il resto, in due distributori di benzina della città.

Una volta identificato gli inquirenti hanno ottenuto un decreto di perquisizione della sua abitazione, dove poi la mattina del 29 luglio è avvenuto il controllo.

Nell’appartamento dell’africano è saltata fuori una stamperia di denaro falso, con carta dell’esatta misura delle banconote da 50 e 100 euro, inchiostri e stampanti. Gli ulteriori accertamenti hanno poi evidenziato come il nigeriano utilizzasse l’energia elettrica con un allaccio abusivo.

Il materiale sequestrato dai carabinieri è ingente: oltre a una lunga serie di banconote false, i militari hanno trovato tutto l’occorrente per poter confezionare i fogli che riproducevano i tagli riprodotti in maniera illecita dall’uomo con una certa perizia. Non si tratta certo dell’unico caso di falsari venuto a galla negli ultimi tempi. Nel maggio scorso, a San Polo, un commerciante aveva scovato una banconota da 100 euro risultata poi fasulla. Un foglio ritrovato nella cassa del suo negozio ma grazie alle telecamere è riuscito a far riconoscere i due autori del raggiro: due napoletani che in quel periodo bazzicavano nei Comuni della Val d’Enza tra il Reggiano e il Parmense. Lì era scattata l’accusa di spendita di banconota falsificata, mossa dai carabinieri della stazione di San Polo d’Enza che avevano rintracciato poi i due, che avevano a loro carico precedenti specifici.

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