Prodi a Casina: «In Italia il proporzionale non regge»

Pienone alla Casa Cantoniera per l’incontro con l’ex premier: «La mia tenda? Adesso è a Bebbio»

REGGIO EMILIA. «Qui in Italia una legge elettorale proporzionale non regge. Per una minima garanzia di governabilità ci vuole un sistema maggioritario. E la stabilità per noi è essenziale per avere credibilità internazionale».

È stato uno dei passaggi sulla situazione politica interna affrontato da Romano Prodi, che martedì sera, con un pubblico davvero numeroso arrivato per ascoltarlo, alla Casa Cantoniera di Casina ha presentato il suo libro, “Il piano inclinato” nell’ambito della manifestazione “I Martedì alla Cantoniera” organizzata da Giovanna Caroli. Dialogando con il direttore di Telereggio Mattia Mariani.

Prodi, con il suo classico tono pacato, tra battute e aneddoti («La tenda? Adesso è a Bebbio», ha scherzato parlando della casa di famiglia dove trascorre le ferie) ha spaziato attraversi molti argomenti, arrivando anche a toccare l’attualità politica italiana, ma senza entrare nelle questione interne al centrosinistra.

Un passaggio ha riguardato appunto la legge elettorale, ed è stato introdotto da un ricordo personale dell’ex Presidente del Consiglio: «Quando venni eletto la prima volta, nel 1996, dopo poco partecipai in Germania ad un incontro in Germania con il Cancelliere Helmut Kohl. Al termine di questo incontro, a Bonn che allora era la capitale, Kohl mi accompagnò all’elicottero per i saluti conclusivi e mi disse: “Grazie Romano, è stato un incontro positivo, ma la prossima volta…chi viene?”. A dimostrazione dell’idea di perenne instabilità politica che circondava l’Italia, e che ancora non si è dissipata. Oggi come oggi credo che una legge elettorale proporzionale potrebbe reggere, in Europa, forse solo in Germania. Anche in Francia, se si fosse votato con il proporzionale alle ultime elezioni, non ci sarebbe ancora un Presidente. Per l’Italia è essenziale avere una stabilità politica, è il primo requisito per avere credibilità internazionale, rassicurare i mercati e attrarre investitori stranieri, che già oggi sono frenati dalle nostre lungaggini burocratiche, e dalla lentezza del sistema–giustizia in cui per concludere una causa ci vogliono più di 10 anni».

Su questi aspetti Prodi ha concluso: «È un momento particolare dal punto di vista politico a livello internazionale: assistiamo a un aumento dell’autoritarismo in tutto il mondo. Il presidente cinese oggi detiene una concentrazione di poteri che non si vedeva dai tempi di Mao, in Turchia vediamo come si è evoluta la leadership di Erdogan che all’inizio tutti salutammo come un leader democratico e modernizzatore del Paese, Putin in Russia, l’elezione di Trump negli Usa sono tutti segnali di un diffuso “desiderio di forza”. Per incidere economicamente, è prima di tutto essenziale la governabilità, e una forte coesione europea: oggi se non ci si mette insieme, un singolo Stato come l’Italia, ma anche Francia, o Spagna o qualsiasi altro, non ha alcun modo di confrontarsi con le economie di Cina e Stati Uniti».