Fondi a Scienze religiose, a Reggio Emilia Istoreco piazza la stoccata

Gilioli, presidente dell’istituto storico: «Coperta corta e pende da un lato solo». Le dichiarazioni giungono dopo una polemica che chiama in causa Mdp e Pd

REGGIO EMILIA. «Quando la coperta è corta e si vede che pende soltanto da una parte non mi sorprendo di nulla». Simonetta Gilioli, presidente di Istoreco, interviene così sulle polemiche per i finanziamenti della Regione alla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII, fondata da Giuseppe Dossetti e di cui è segretario Alberto Melloni, docente Unimore fresco di nomina all’Accademia dei Lincei.

Un caso già finito sui banchi dell’Emilia Romagna dopo la presa di posizione di Silvia Prodi, capogruppo Mdp che ha votato contro il finanziamento, giudicandolo «ingiustificabile». C’è stata anche un botta e risposta interno al Pd dopo che l’ex presidente della Camera, Pierluigi Castagnetti, ha bollato come «polemica piuttosto penosa» la segnalazione da parte del consigliere comunale Dario De Lucia.

Gilioli rimarca che lei guida un istituto storico e non una fondazione, ma lancia un appello. «Chi lavora negli istituti storici non sa se arriva a fine del mese – riconosce il presidente Istoreco – e non sa che progetto sarà finanziato. Per i nostri laureati e i nostri ricercatori non sono tempo facili».

Una conferma di quanto detto da Silvia Prodi, laddove sostiene che «non è giustificabile che la Regione destini 1,5 milioni di soldi pubblici a un unico soggetto, quando tanti istituti virtuosi faticano a far quadrare i bilanci».

«Alcuni istituti sono tramontati perché non ce l’hanno fatta – riprende Gilioli – Non è possibile pensare che qualcuno lavori gratis: le persone giustamente cercano altro. Il problema è che in Italia non s’investe granché sulla cultura e così, anche a Reggio, alcuni istituti si sono dovuti accorpare ad altri».

Il meccanismo, come spiega la presidente di Istoreco, s’è inceppato da qualche anno. «Oggi gli istituti storici presentano i progetti alla Regione – aggiunge Gilioli – che poi verifica se funzionano. In pratica, devono lavorare prima e sperare poi che il progetto venga accolto e in che misura: non sempre, infatti, sono finanziati nella loro interezza. Sono cambiati i tempi: quando gli istituti storici erano finanziati dalle Province c’erano più finanziamenti. Fino a cinque o sei anni fa c’era una situazione di maggior respiro».

E pensare che l’Emilia-Romagna ha trovato un paracadute per minimizzare le ricadute. «Per fortuna la legge regionale sopperisce i mancati finanziamenti che un tempo le Province erogavano – afferma Gilioli – ma di certo il momento non è facile».

L’ipotesi di mollare non rientra nel ventaglio delle scelte, ma avere uno Stato più vicino per il presidente servirebbe. «Istoreco è un istituto molto attivo in Emilia-Romagna e in Italia – aggiunge la presidente – con il nostro progetto di punta sulla memoria e altre attività finanziate abbiamo un piccolo respiro. Abbiamo persone che lavorano a spron battuto nelle varie attività; tuttavia, se non c’è sensibilità verso gli storici e i ricercatori anche le vacche grasse diventano magre. Una volta c’era quasi un istituto storico in ogni capoluogo di provincia; oggi non è più così. In ogni caso, siamo tra gli istituti storici migliori in Italia, se non proprio il migliore, in fatto di maggiore dinamicità dei progetti».