Welfare, Città delle persone chiude in attivo

Un utile di 241mila euro per l’azienda nata dalla fusione di Rete e Osea. Al via un piano di dismissioni

REGGIO EMILIA. Chiude in attivo il primo bilancio di “Asp Reggio città delle persone”, la società partecipata da Comune e Provincia, nata dalla fusione di Rete e Osea. Il primo esercizio dell’azienda, che ha un fatturato di 35 milioni di euro – e che si occupa della gestione di case di riposo, residenze e centri diurni per anziani, servizi per minori, famiglie disagiate e persone disabili – si è chiuso con un utile di bilancio di 241mila euro.

Cifra che è stata interamente destinata alla copertura della perdita di esercizio nel 2015 di Osea, ereditata a seguito della fusione. Dati che hanno fatto dire ieri al presidente, Raffaele Leoni, e al vice sindaco e assessore al Welfare, Matteo Sassi che «l’azienda ha i conti in ordine e che il risultato economico raggiunto è stato affiancato dalla capacità di rinnovare il Welfare e di ampliare in maniera flessibile le proprie risposte, cogliendo i mutati bisogni. Risultati che confermano le ragioni che hanno portato alla nascita di questa realtà, che conta circa 700 dipendenti».

Questo è stato sottolineato ieri, «è solo il primo passo in vista di realizzare nei prossimi anni un piano investimenti di 4 milioni di euro per migliorare sicurezza e condizioni di assistenza degli utenti, qualità del lavoro degli addetti e migliorare strutture e dotazioni tecniche dell’azienda».

Un piano che verrà realizzato con una politica di dismissione di parte di immobili e terreni patrimonio della partecipata, il ricorso al prestito bancario e la valorizzazione delle rendite finanziarie. Il bilancio di Asp è fatto per l’80% dalle entrate legate ai servizi, ovvero alle rette pagate da utenti e dalle loro famiglie, dalla quota del fondo regionale per la non autosufficienza e dalle rimesse di Comune e Fcr per i servizi rivolti ai minori, famiglie e disabili, mentre il 20% deriva da rendite di immobili e terreni.

Nel 2016 Asp ha assistito 1.433 anziani nelle proprie strutture (+1.5% rispetto al 2015 anche grazie a una maggior copertura dei posti), ha fornito assistenza a 312 famiglie e ai loro anziani, a 851 famiglie che si sono rivolti agli sportelli di assistenza familiare, mentre sono stati 50 gli utenti quotidianamente accolti nei servizi per persone disabili e 62 i minori ospitati ogni giorni nei servizi residenziali e semi residenziali loro dedicati.

A questi si aggiungono i 77 ragazzi accolti dal sistema di accoglienza in funzione h 24 e i sei rifugiati minori ospitati a Reggio. La razionalizzazione delle risorse, (compresa la chiusura di alcune strutture residenziali esistenti), ha portato a contenere le spese mentre gli obiettivi futuri puntano a sperimentare nuovi modelli di assistenza, a una maggior flessibilità nel servizio dei centri diurni e a un ampliamento del sostegno alle famiglie anziani e disabili.
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