Rabbia digitale a Reggio Emilia, Dusi: «In rete scattano le sfide ma da noi c’è minor conflitto»

Il docente Unimore spiega i fenomeni di controllo e gli interventi fatti in città

REGGIO EMILIA. «La rete funziona molto con i fenomeni di contest, di sfida». Nicola Dusi, docente Unimore di Comunicazione, introduce così la sua riflessione sulla ricerca sulla rabbia in rete pubblicata da Wired.
La sfida può avere un aspetto positivo o un risvolto negativo; un po’ come nello sport la ricerca della vittoria senza far ricorso al doping oppure ricorrendo all’aiutino.

«Ogni fruitore della comunità deve dimostrare la propria abilità – sottolinea l’insegnante – e lo può fare in modo positivo, così come quando crea una sua versione di un trailer famoso, o in modo negativo, quando insulta e si fa bello. Ci vorrebbe un controllo maggiore, una capacità di filtro da parte delle comunità».

Il professore sottolinea che si sono tenuti convegni tematici nella città del Tricolore. «Credo che a Reggio si stia lavorando bene – commenta Dusi – per quanto riguarda l’integrazione e le politiche comunali. La nostra è una città dove il conflitto è minore, dove i meccanismi funzionano meglio».

C’è sempre chi scrive fuori dalle righe. «Il web è usato come meccanismo di affermazione di sé – riprende il docente – e consente una visibilità sociale, seppur molto effimera. La libertà in rete non è assoluta, ma va controllata. Gli odiatori si possono controllare con tecniche di contropersuasione, stigmatizzando e sminuendo i comportamenti sul nascere. L’alfabetizzazione digitale deve partire dalle scuole e Reggio lo sta facendo». (g.f.)