Virus del Nilo a Novellara, controlli sul sangue donato

L’Avis provinciale: «È stato trovato un caso positivo in un esemplare di gazza. Fino a novembre si farà il test Nat sulle donazioni a Reggio Emilia e Provincia» 

NOVELLARA. Dopo la smentita di un precedente caso sospetto riscontrato a Ferrara, in Italia il primo caso ufficiale di positività al West Nile Virus è “reggiano” e riguarda una gazza controllata a Novellara. Lo afferma l’Avis provinciale annunciando la necessità di di compiere test su tutte le donazioni a Reggio Emilia e provincia.

Il Centro nazionale sangue, tramite una circolare di lunedì 10 luglio, informa appunto di «un caso di positività da West Nile Virus in un esemplare di avifauna selvatica (gazza) riscontrato nel Comune di Novellara, segnalato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna e confermato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise. Per tale motivo, a partire da quella data, il Centro regionale sangue dell’Emilia Romagna ha predisposto l’introduzione del test Nat per West Nyle Virus sulle donazioni di sangue ed emocomponenti, comprese le cellule staminali emopoietiche da sangue periferico, cordonale e midollare raccolte nella provincia di Reggio Emilia».
 
«Ricordiamo ai nostri donatori Avis – prosegue il Centro nazionale sangue – che il test Nat non modifica in alcun modo le normali procedure di donazione, ma è una precauzione necessaria alla salute di chi dona e di chi riceve. Inoltre ci permette di monitorare la risposta immunitaria dei donatori, dando la possibilità di produrre anticorpi dal loro plasma utili nelle terapie contro lo stesso West Nile e altri virus. Tali provvedimenti verranno applicati presumibilmente fino al 30 novembre prossimo, salvo diversa comunicazione».
 
Il virus del Nilo occidentale trae il nome dal distretto di West Nile, in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. In seguito è stato trovato negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto negli anni ’50, diffondendosi infine anche in altri Paesi. La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed inizialmente risultava diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India.
 
La modalità principale di trasmissione del virus del Nilo occidentale è rappresentata da diverse specie di zanzare, che sono il primo vettore. Gli uccelli, sia stanziali, migratori o domestici, giocano un ruolo cruciale nella disseminazione del virus, essendo gli animali più comunemente infettati e rappresentando il primo serbatoio. Tra gli uccelli sono soprattutto i passeriformi, il più grande ordine di uccelli, a rappresentare il serbatoio naturale del virus. Gli uccelli migratori permettono invece lo spostamento del virus dall'Africa, prima zona endemica, verso altre zone temperate. Le zanzare, pungendo gli uccelli migratori, asportano sangue infetto, infettano se stesse e quindi altri animali e anche l’uomo.