Droga a chili, i 4 arrestati restano in cella 

Campagnola: il proprietario del casolare-deposito scagiona gli altri indagati, ma il gip non gli crede

CAMPAGNOLA. Si è preso la responsabilità per tutta la droga trovata (ben sei chili) e di conseguenza ha voluto scagionare gli altri tre arrestati, ma il 48enne Giovanni Cavazzoli (proprietario dell’abitazione in cui la polizia di Reggio e la polstrada di Guastalla hanno fatto il blitz) non è stato creduto – ieri mattina in tribunale a Reggio – dal gip Angela Baraldi che ha mantenuto in cella i quattro finiti nei guai.

Secondo quanto raccontato in aula da Cavazzoli – assistito dall’avvocato Giacomo Fornaciari – i 15 grammi di eroina e i 60 grammi di cocaina erano per uso personale (una sorta di scorta), mentre il carico di marijuana e hascisc sarebbe stato destinato alla vendita, il cui ricavato doveva servire al consumo personale di stupefacenti. Sempre Cavazzoli ha detto che il reggiano 35enne Davide Davoli, la parmigiana 31enne Melanie Viel e il comasco 40enne Nello Di Fonzo si trovavano in quella casa per motivi estranei allo spaccio di droga. Anche gli altri tre arrestati – difesi dai legali Rosanna Beifiori (tutela la donna) e Alberto Settesoldi nonché Francesco Pruccoli (assistono i rimanenti due indagati) hanno risposto alle domande del giudice. Deposizioni che non hanno scardinato le accuse (lo stesso pm Maria Rita Pantani ha chiesto la misura cautelare in carcere per i quattro indagati), cioè che l’ingente quantitativo di droga trovata e il denaro rinvenuto siano la prova che fosse in atto un’attività di spaccio di stupefacenti coinvolgente tutte le persone bloccate nel vasto casolare alle porte di Campagnola. Per la procura il 48enne aveva trasformato il vasto appartamento in cui abitava in un grosso deposito di stupefacenti. Tutto alle spalle della madre di 90 anni che abita al piano sottostante ma che , vista l’età, da tempo ormai non può fare le scale per andare nell’abitazione del figlio.

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