Il “pistolero” patteggia e va a Zanzibar 

Guastalla: il commerciante 56enne cercò di farsi giustizia da sé in un bar. Ora, da uomo libero, la drastica scelta di vita

GUASTALLA. In sei mesi ha rivoltato la propria vita come un guanto. Stiamo parlando del commerciante guastallese 56enne che, la mattina di San Silvestro, spinto dalla disperazione si è messo nei guai entrando in un bar con una pistola (con sette colpi in canna) per farsi giustizia da sé. Da allora è stato “confinato” a Guastalla finché, una ventina di giorni fa – assistito dall’avvocato Francesca Corsi – ha patteggiato in tribunale a Reggio, davanti al gup Giovanni Ghini, un anno di reclusione (pena sospesa) e una multa di 2.400 euro. La sospensione condizionale della pena ha automaticamente revocato le misure restrittive cui il 56enne era sottoposto (obbligo di firma in caserma, obbligo di dimora a Guastalla e divieto di allontanamento dall’abitazione dalle 20 sino alle 8). Tornato un uomo libero, in pochi giorni ha fatto una drastica scelta di vita, visto che se n’è andato a Zanzibar. Un taglio netto col passato, con la Bassa. Il suo futuro sono ora il clima tropicale dell’arcipelago tanzaniano, l’Oceano Indiano, le attrattive di una mèta turistica sempre più gettonata. Davanti ad una metamorfosi simile, sembra lontana anni luce la mattina in cui lui – incensurato – era entrato al “Cukai bar” di viale Ruggeri armato di una Werther calibro 7.65 – di proprietà del padre, morto nell’estate 2016 – per farla pagare all’uomo che ritiene essere la sua rovina, in quanto l’avrebbe derubato dei circa 200mila euro in contanti che teneva in casa. «Erano i risparmi per me e mio figlio, mi ha rovinato!» dirà poi il commerciante in tribunale, mostrando tutta la fragilità di una persona talmente piena di problemi da arrivare a compiere un atto così insensato ma anche pericoloso per gli altri e per se stesso, visto che nel locale aveva anche minacciato di farla finita. La prontezza di spirito della barista e di un cliente avevano evitato il peggio, anche se non dev’essere stato facile trovarsi di fronte una persona agitatissima e confusa. Il commerciante, però, non ha ancora chiuso i conti con la giustizia, perché in maggio i carabinieri l’hanno visto arrivare in caserma per l’obbligo di firma zigzagando in modo vistoso con la moto. Impietoso l’esito dell’alcoltest, e da qui la denuncia. È indagato a piede libero, se ne riparlerà più avanti. Ora il suo presente è pochi gradi a Sud dell’equatore.

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