Aemilia, martedì depone il boss Grande Aracri

Martedì sentiranno in videoconferenza Nicolino Grande Aracri. Oltre a lui anche Nicolini Sarcone, dpoi Silipo e Villirillo

REGGIO EMILIA. Nella prossima udienza di Aemilia – cioè martedì prossimo – sarà il momento delle testimonianze in videoconferenza di quattro “big” della maxi inchiesta della Dda di Bologna.

Sono stati chiamati a deporre da alcuni difensori – in collegamento dalle rispettive strutture penitenziarie – Nicolino Grande Aracri, Nicolino Sarcone, Antonio Silipo e Romolo Villirillo. Tutti e quattro sono già stati giudicati a Bologna in primo grado con rito abbreviato ed ora stanno affrontando il procedimento d’appello sempre nel tribunale felsineo. Proprio in Appello di recente è stata fatta dall’accusa una proposta di pena identica alla sentenza di primo grado (6 anni e 8 mesi) per il boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, a cui nel procedimento non viene contestata l’associazione mafiosa (ma danneggiamenti a seguito di incendio ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso) a conferma della convinzione degli inquirenti che la locale emiliana sia indipendente dalla casa madre cutrese. Chiesta più o meno la conferma delle condanne – sempre in Appello – anche relativamente alle altre persone che saranno sentite martedì a Reggio e ritenute dalla Dda di primo piano nel clan: Nicolino Sarcone (14 anni e 10 mesi, con uno “sconto” perciò di 2 mesi di pena richiesta), Romolo Villirillo (12 anni e 2 mesi) e Antonio Silipo (12 anni). Stando al programma iniziale, le testimonianze di Grande Aracri e Sarcone dovevano essere fatte– su accordo fra i difensori – il 25 luglio, ma ieri la Corte ha voluto anticipare i tempi, per “riempire” il più possibile l’udienza in arrivo. Una decisione aspramente contestata da uno dei difensori, cioè l’avvocato Carmen Pisanello che tutela Michele Bolognino e si è trovato “spiazzato” da questo anticipo: «È una situazione – ha replicato in aula – che denota un’ingiustizia notevole. Bolognino ha in questo processo la posizione più pesante e ne va tenuto conto. Di lui non se n’è parlato nel 2016 e le prove a carico sono state portate solo da gennaio». La difesa lamenta lo scarso tempo a disposizione per prepararsi ad affrontare deposizioni così delicate, ma la Corte è rimasta sulle sue posizioni.