Testimonianze, si chiude entro settembre 

La Corte sprinta, aggiunge 4 udienze in agosto e incassa il ridimensionamento delle deposizioni da parte delle difese

REGGIO EMILIA. Tecnicamente si parla di udienza di programmazione, in soldoni si può affermare che ieri la Corte – dopo un preliminare confronto con il pm Marco Mescolini ed alcuni legali – ha voluto dare una decisa “accelerata” al maxi processo Aemilia, stilando un calendario a tamburo battente che nelle intenzioni dei giudici porterà in tre mesi e mezzo (precisamente il 28 settembre) a chiudere con le deposizioni dei testimoni indicati dalle difese, per poi ripartire con requisitoria dell’accusa ed arringhe degli avvocati di parte civile e dei difensori.

Uno “sprint” che si basa sulla già manifestata volontà dei difensori di “tagliare” i rispettivi elenchi di persone chiamate a testimoniare, ma anche su una serie di udienze aggiuntive rispetto a quelle già programmate (sono quattro quelle in più) il che significa che lo storico procedimento contro la ’ndrangheta emiliana proseguirà con la solita cadenza (in aula ogni settimana il martedì e il giovedì) sino al 10 agosto, per poi riprendere con la “tappa” del 5 settembre e proseguire con il solito “ritmo” sino alla citata fatidica data del 28 settembre in cui – come ha rimarcato il presidente Francesco Caruso – s’intende chiudere con l’istruttoria.

Quindi non saranno mille i testimoni chiamati a deporre per le difese – come previsto dalle iniziali liste-testi – ma decisamente di meno, anche se solo udienza per udienza si capirà quali effettivamente siano le rinunce relativamente alle testimonianze. Come già ricordato dalla Gazzetta, dopo quasi un anno e mezzo di udienze sono cambiate diverse cose: a livello di deposizioni vi sono non solo dei “doppioni” (cioè persone che chiamate a testimoniare dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, sono state anche controinterrogate dai difensori), ma pure delle rinunce dettate dall’evolversi del processo che anche ieri sono state anticipate in aula da alcuni avvocati. Si tratta di “tagli” preannunciati sia da difensori di imputati accusati di associazione mafiosa (nel dibattimento in corso a Reggio sono 34 quelli a cui viene contestato l’articolo 416 bis del codice penale), sia da chi assiste imputati con accuse meno pesanti anche se di rilievo vista la delicatezza di questo processo. Il calendario stilato ieri dai tre magistrati giudicanti – dopo due ore e mezza di camera di consiglio – ha l’obiettivo di programmare udienze senza “buchi”, cioè con un nutrito numero di deposizioni da smaltire di volta in volta, per velocizzare questa fase che, sulla carta, si preannunciava come molto complessa e macchinosa. Ora c’è questa “organizzazione” che prevede una sfida – sulla tempistica – non trascurabile: sfida che se sarà vinta darà una bella spinta al procedimento per avvicinarsi alla complessa sentenza, in caso contrario la data del 28 settembre verrebbe “sforata” ed anche in ottobre saranno sentiti testimoni della difesa. Fra pm e avvocati è stato infine invocato – dalla Corte – il “fair play” che sinora ha contraddistinto le non poche testimonianze sin qui affrontate, cioè la disponibilità delle parti a mettere a disposizione in cancelleria quei documenti utili per il controesame.

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