Il “picchiatore” patteggia e torna agli arresti domiciliari

REGGIO EMILIA. È tornato agli arresti domiciliari il disoccupato senegalese trentenne Oumar Kante che fra sabato e lunedì si è messo nei guai due volte. Ieri mattina ha affrontato il processo per...

REGGIO EMILIA. È tornato agli arresti domiciliari il disoccupato senegalese trentenne Oumar Kante che fra sabato e lunedì si è messo nei guai due volte.

Ieri mattina ha affrontato il processo per evasione da quegli arresti domiciliari (a casa della sorella) a cui era stato “confinato” (in attesa del procedimento fissato per il 12 luglio) per aver creato il caos dentro un autobus di Seta brandendo una bottiglia di olio aromatico, per poi ferire tre poliziotti con calci, pugni e testate. Il senegalese però ha ben poco rispettato la misura restrittiva decisa dal giudice Cristina Beretti lunedì mattina, perché la sera stessa , infatti, gli agenti si sono recati a casa della sorella per verificarne la posizione ma non lo hanno trovato. È quindi scattata una caccia all’uomo che si è conclusa in modo ancora più assurdo. È stato infatti lo stesso Kante, avvisato della “visita” della polizia, a recarsi spontaneamente in questura. Precauzione che non gli ha evitato una denuncia per evasione e il nuovo processo in cui ieri mattina Kante si è giustificato – in un italiano stentatissimo – dicendo che lunedì si è recato da un’amica che l’avrebbe poi riportato nell’abitazione della sorella solamente dopo il Ramadan. Una replica senza sostanza. L’avvocato difensore Mariasilvia Grisanti ha poi “concordato” una pena di 1 anno e 1 mese e 10 giorni con la procura e il patteggiamento è stato poi avallato dal giudice Andrea Rat. Ora il senegalese è tornato agli arresti domiciliari in vista di essere processato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale relativamente alla vicenda di sabato.

Kante – fisicamente un autentico “armadio” – ha sulle spalle qualche precedente penale (pure un’altra evasione...) ma nessuna condanna definitiva, inoltre il suo permesso di soggiorno è scaduto. Un “quadro” che potrebbe costargli prima o poi l’espulsione.