Una reggiana conquista gli Usa 

La 27enne Giulia Spaggiari entra nella più antica società accademica: «Ma sogno di tornare» 

REGGIO EMILIA. A 27 anni appena compiuti ha già raggiunto l’eccellenza del mondo accademico. Parla quattro lingue, vive a Washington, ma sogna di tornare in Italia, magari nella “sua” Reggio.

Ecco chi è Giulia Spaggiari, studentessa classe 1990, partita dal liceo classico Ariosto e ammessa nella ristretta cerchia culturale più prestigiosa e antica degli Stati Uniti, grazie anche al mentore, l’avvocato Steven Schneebaum. «Un onore che non mi aspettavo assolutamente – garantisce la giovane – perché sono stata nominata dal mio professore, che ha scritto una lettera di sua spontanea volontà».


Così Giulia è entrata nella “Phi Beta Kappa”, la confraternita fondata nel 1776, cinque mesi dopo la dichiarazione d’Indipendenza, e di cui fanno parte ex presidenti degli Stati Uniti (come Bill Clinton), giudici della Corte Suprema e Premi Nobel. Il nome deriva dal greco e significa che “L’amore per il sapore (philosophia) della vita (biou) è la guida (kybernetes)”. Un modo di pensare che lei associa al diritto internazionale e alla politica.

«All’Ariosto sono stata per quattro anni rappresentante d’istituto – rivela la studentessa, impegnata in un master di Economia e Relazioni Internazionali alla John Hopkins University di Washington – e sono stata anche vicepresidente della Consulta provinciale degli studenti. Mi sono sempre appassionata della politica e in futuro mi piacerebbe riprendere tale passione».

L’idea di tornare in Italia l’accarezza così come altri progetti. Il più concreto riguarda la Banca Mondiale: «Ho fatto le selezioni e mi piacerebbe lavorare nella risoluzione dei conflitti». Un’altra via porta alle Nazioni Unite, la cui sede è a New York, ma le cui basi operative sono in varie parti del mondo. «L’anno prossimo affronterò il concorso diplomatico in Italia – riprende la giovane – oppure mi vedo all’Onu».

Nel nostro Paese potrebbe seguire il cammino di un altro reggiano, Romano Prodi, da lei conosciuto durante il periodo felsineo alla Scuola di studi internazionali avanzati della John Hopkins. «A Bologna abbiamo incontrato tantissime persone che si occupano di politica – conferma Giulia – dopo essere stati all’estero. Vorrei mettere a disposizione le mie esperienze per migliorare un po’ la situazione italiana».

Per ora, la dottoressa in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano (perfezionatasi in Germania e Francia) rimarrà in una capitale americana «bella, ma costosa, in cui c’è sempre l’impressione che capiti qualcosa; una città che si sveglia prestissimo e va a letto prestissimo». Nostalgia di casa? «La famiglia mi manca moltissimo – risponde la giovane, che ama anche viaggiare – e mi è sempre stata da supporto non solo economico, ma anche morale. Torno sempre a casa appena posso, ma faccio girare i miei un po’ con me. Quando torno sono contenta delle piccole cose: il cibo, il caffè, la passeggiata in centro, il mercato».