Ai domiciliari per l’arma rubata alla guardia 

Bagnolo: la 50enne, molto provata, è stata scarcerata dopo aver risposto alle domande del giudice

BAGNOLO. È stata sentita ieri, nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto, la bagnolese 50enne che è finita nei guai per aver rubato la pistola d’ordinanza di un amico coetaneo che di mestiere fa la guardia giurata.
Assistita dal legale bolognese Gianluca Cardi, la donna ha risposto alle domande del gip Angela Baraldi. In aula è apparsa chiaramente la fragilità di questa persona (incensurata) che sta vivendo una profonda depressione, complice un momento difficile della sua vita. Ed è proprio a questa situazione particolare che si legherebbe il furto della pistola (una Beretta calibro 40 Smith & Wesson) da parte della donna. Un colpo di testa che avrebbe a che fare con la depressione che sta divorando la 50enne. L’arresto è stato convalidato, poi sulla misura restrittiva sono state fatte le richieste dal pm Maria Rita Pantani (cioè la detenzione in carcere della donna) e dalla difesa (proposta la scarcerazione). Sul punto il gip Baraldi ha optato per gli arresti domiciliari. Gli inquirenti ritengono che alla base di questa vicenda vi sia una pista sentimentale (smentita però ieri dalla donna), cioè che il vigilante si mostrava indeciso sulla possibilità di una relazione fissa e da allora lei, per vendicarsi, gli ha rubato l’arma. L’indagine è partita nella tarda serata di venerdì, quando l’uomo si è accorto che dall’armadio mancava l’arma e ha poi chiamato i carabinieri per denunciare il furto. Un furto piuttosto strano, visto che dal sopralluogo non sono emersi segni di effrazione. Così, dopo aver saputo dall'uomo che l’ultima ad entrare a casa era stata una sua amica, i carabinieri hanno deciso di eseguire una perquisizione a casa della donna, una 50enne abitante a Bagnolo. Lì, nascosta sulle tegole del tetto della mansarda, facilmente raggiungibile dalla finestra del bagno, i militari hanno infatti trovato la pistola.